Affrontare Le Proprie Paure Pt.2

Ft. Haru

Haru
Alle prime luci dell’alba, il Chiaro e la Volpe si sono dati appuntamento in un prato di campagna, a svariati chilometri da York Shin. Continua il loro “Tour del Coraggio”, per affrontare a viso aperto le rispettive paure, ansie e timori, così da diventare più forti. La volta scorsa non è andata proprio benissimo sulle montagne russe… anzi, diciamo pure che è stato un vero disastro. Sapranno rifarsi questa volta?! Haru sfodera lo stesso Outfit della volta scorsa. Jeans. Maglietta. Anfibi. Sciarpa. Guanti. Giaccone. Stavolta però, il giaccone è diverso, dall’aria più pesante, visto che comunque dovranno recarsi ad alte quote e per giunta nevica, quindi non vuole beccarsi qualche malanno (c’è già passato…). Infatti, la seconda tappa dell’eroico tour non è altro che un viaggio in mongolfiera! Già prenotato, il mezzo aeromobile (con presumibilmente l’addetto incaricato), è lì ad aspettarli per partire. [Chissà quanto arriverà in alto questo affare. Sei pronta?] Chiede a Hikari, al suo fianco, visto che stavolta sono giunti sul posto direttamente assieme, anziché darsi appuntamento, col rischio di ritrovarsi di nuovo lo Zombie Haru (adesso invece il giovane è bello sveglio e pimpante). Di nuovo, sprovvisto di Taimaken, visto che portarselo dietro in una simile circostanza sarebbe stato molto pericoloso. Nel marsupio la solita roba (Cellulare, Portafogli, Accendino, Sigarette, CC, Torcia, Patatine). [Andiamo!] Se l’altra non mostrerà incertezza, il ragazzo si appresterà a salire per primo, aiutandola a fare altrettanto, nel caso avesse bisogno di una mano. Il viaggio anti-vertigini sta per iniziare!

Hikari
Un’altra giornata molto fredda, oggi fanno -1 gradi, quindi la giovane ha indossato un’outfit molto pesante. Cappello e sciarpa di lana, entrambi di colore nero, un paio di guanti della medesima colorazione. Un giaccone lungo rosa salmone, un paio di jeans scuri e attillati e stivali con tacco al polpaccio. Le chiome bionde sono sciolte lasciate a riscaldarle meglio il viso e le orecchie da quel freddo inclemente. Si trova già con Haru, per continuare quello che ormai hanno concordato essere un vero e proprio tour del coraggio, dove entrambi affronteranno le proprie paure. Probabilmente oggi cercheranno di superare quella dell’altezza, dato che l’ultima volta non hanno avuto molta fortuna con le montagne russe, finendo per sbrattare entrambi. [“Sono pronta, e speriamo che questa volta fili tutto liscio.”] Dice con calma all’amico, anche se dalla sua voce si evincono alcuni tremolii, forse di freddo o dovuti all’adrenalina mista a eccitazione. [“Grazie chicco”]. Dice quando la aiuta a salire. Hikari sembra assonnata, forse si sta privando del sonno, per allenare la propria [TDA] infondo per lei è arrivato il momento di potenziarsi sempre di più e migliorare come può. Inoltre il nevischio presente è un ottimo aiutante in questo caso, coinvolgendola in un ambiente pù ostile di quello a cui è abituata. Le occhiaie comunque sono meticolosamente nascoste dal leggero trucco composto da fondotinta e correttore, quindi per fortuna non rischia di passare per una Zombie-Hikari. Il conduttore inizia a dare fuoco al gas, partendo per viaggio vertiginoso.

Haru lancia un dado, totalizzando: 3/8

Haru
La Mongolfiera inizia a salire mano a mano, così come mano a mano sale subito l’ansia del giovane Haru. Glom. Deglutisce. Vistosamente. In quell’elevarsi da terra che gli fa sembrare ogni cosa sempre più piccola, lontana, incerta. [Forse non avremmo dovuto sfidare la sorte una seconda volta. Torneremo vivi a casa?] Domanda, alla conoscente, anche se potremmo forse già osare definirla amica. Perlomeno, giustificherebbe quei nomignoli “affettuosi” che l’altra continua ad affibiargli (e che il ragazzo, puntualmente, ignora o comunque non vi da troppo peso). [Ho qualche dubbio.] Si risponde da solo. Risata nervosa, mentre si gratta con insistenza la nuca, preda del nervosismo. Stavolta nessuna scenata né pianti a dirotto, ma è palese che le vertigini inizino già a farsi sentire. Il Chiaro le accusa in maniera spudorata, provando tuttavia a mantenere una certa dignità. [Credo sia stata un’altra pessima idea, sai?] Occhiata al pilota (si dice pilota?! Suppongo di sì essendo la Mongolfiera un mezzo di trasporto, o no? Uhm). [Spero lei sia una persona competente. Se muoio le faccio causa.] Lo dice con convinzione. Difficile che possa davvero mantenere la promessa in quel caso, visto che sarebbero morti entrambi, ma dettagli. Non c’è logica in Haru: è lunatico. Si corregge. [Il mio fantasma citerà in giudizio il suo. In un tribunale fantasma. E dovrà anche rimborsare i soldi spesi in questo viaggio con dei jeny fantasma.] Ah, ecco. Ora ha perfettamente senso. Torna a rivolgersi alla Volpe. [Hikari, che ne diresti di raccontarmi qualcosa di te? Giusto per far scendere l’adrenalina.] Altra risata nervosa. Trema. [Questa tensione mi sta uccidendo più del gelo.] Si tasta la testa, forse avrebbe dovuto portarsi anche un cappello. Troppo tardi. Si stringe nel cappotto, sforzandosi di non guardare giù, o peggiorerebbe solo la situazione.

Hikari lancia un dado, totalizzando: 4/9

Hikari
Il più piccolo continua a rivolgerle domande, nonostante lei non sia poi molto più tranquilla di lui, nonostante non se ne esca con frasi compromettenti, cerca di mantenere un profilo più coraggioso, anche se l’adrenalina che le scorre in corpo la fa tremare in modo molto evidente, inoltre il freddo continua a spossarla sempre di più, raggiungendo altezze più elevate e soggette a correnti più forti. [“Che vuoi che ti dica, spero che non ci lasciamo la pelle, ma per ora cerco di godermi il panorama e non guardare giù.”] Conclude mentre mette in chiaro che finché guarda avanti a lei non ci sono problemi troppo gravi, anche se, la stabilità di quel mezzo è messa a serio dubbio dalla volpe. [“Cerchiamo di calmarci e distrarci, e lasciamo lavorare il signore, qui. Che vuoi che ti dica? vengo da un villaggio sperduto nelle terre inesplorate di Aijen, ci abitano circa sette famiglie e gli abitanti sono sulla trentina o poco più. Avevo un gemello, che presumo sia morto, diciamo che sono a york Shin per questo, lo sto cercando..”] Si apre col ragazzo, non avendo molto da nascondere, [“Non so che altro dire, se hai qualche domanda fai pure.. Tu invece? che mi racconti di te?”] Conclude incuriosita, mentre è ancora affacciata, poggiando le mani sul bordo della cesta rinforzata in vimini. Osserva le montagne innevate in lontananza, un occhio attento potrebbe notare una certa nota di amarezza nel volto, quasi nostalgia.

Haru lancia un dado, totalizzando: 6/8

Haru
[Che vuoi che ti dica?] Fa il verso all’altra, che probabilmente per dissimulare l’agitazione sembra un disco rotto(?). Ridacchia. [Strano, inizio quasi ad abituarmi…] Sorride. […provarci gusto.] Fa un lungo respiro, mentre ascolta il dire di Hikari, per poi -in un improvviso impeto di coraggio- provare a guardare giù. Nell’abisso. [Tutto così piccolo.] Pausa. [Minuscolo.] Assottiglia lo sguardo. [Insignificante.] Sembra quasi perdersi nei suoi pensieri, a quelle constatazioni, quando torna poco a poco il solito Haru. [Sembrano tante formichine!] Si volta verso la Volpe. [Prova anche tu a dare una sbirciatina, non è così male!] Ha ascoltato con interesse il recap della storia altrui, seppur estremamente riassunta e diluita, e si limita ad annuire. [Capisco.] Quando l’altra da il gemello per morto, il giovane fa un’aggiunta, forse un po’ a sproposito, anzi, decisamente a sproposito: ma non si cura delle conseguenze (dice spesso cose fuori luoghi, dopotutto). [Lui è vivo.] Lo rimarca, con assoluta convinzione. [Tuo fratello è vivo.] Ribadisce. [Talmente vivo e vegeto che prima o poi le vostre strade torneranno ad incrociarsi.] Sorrisone. [Devi solo avere pazienza. Vedrai.] Infine, alle domande conclusive della ragazza, si concede una lunga pausa di riflessione. [Di me? Beh. Sono uno a cui piace molto ascoltare.] Afferma, senza rispondere davvero ai quesiti, o comunque facendolo in maniera piuttosto paracula. [Dai, ora guarda giù, o stavolta vincerò io questa prova di coraggio. Ricordati che è anche una sfida tra di noi, non solo personale!]

Hikari lancia un dado, totalizzando: 2/9

Hikari
La volpina continua ad ascoltare, impassibile alle supposizioni dell’altro, quasi convinto di quello che dice. [“Lo spero, altrimenti la mia ricerca sarebbe vana.. Comunque sia se anche fosse vivo avrebbe sicuramente distrutto da tutto quello che ha passato, per uqnto ne so se non è morto è uno schiavo, o peggio..”] Continua rimuginando sulle proprie consapevolezze, che probabilmente hanno più valore di quelle dell’altro. [“Non credo che per me sia una buona idea guardare giù, già mi sento male così, ATTENTO”.] Lo strattona indietro quando lui si affaccia, sporgendosi, per i suoi gusti, anche troppo. [“Scusa, ho un’ansia assurda a vedere anche gli altri sporgersi.. okay, provo a guardare giù, ma lo faccio solo perchè mi hai sfidato, sappilo.”] Poco dopo le sue parole, con un po’ di esitazione si sporge, e non dura nemmeno dieci secondi che nel vedere l’altezza a cui si trovano, le gambe gli cedono dalle vertigini, iniziando ad avere anche un certo giramento di testa. [“Cazzo, perchè ti ho ascoltato, è terribile, voglio scendereee!”] Esclama impaurita, accovacciandosi nella cesta di vimini e chiudendo gli occhi cercando di riprendersi. [“Okay piccolo paraculo, ora per sdebitarti devi obbligatoriamente parlarmi di te, e non fare questi giochetti che non sono stupida, almeno mi distraggo un po’”.] Dice mentre lo riprende data la sua risposta insulsa e priva di informazioni.

Haru lancia un dado, totalizzando: 4/8

Haru
Si sente strattonare indietro, colto alla sprovvista. [Guarda che non cado eh. Mica sono un bambino.] Sbuffa, sentendosi trattato di nuovo come tale dalla Volpe. [Se avessi avuto bisogno di una mammina premurosa, avrei scelto una vecchia signora per questo tour.] Sorrisetto. La sua piccola vendetta giunge lesta. [Beh, non che tu sia giovanissima… prima di accorgertene avrai superato i trent’anni. Poi i quaranta arriveranno con un battito di ciglia, ed i cinquanta in ancora meno tempo. E sarà tutta discesa verso i sessanta. In men che non si dica, ti ritroverai come un’arzilla settantenne a bere del caldo infuso al gelsomino in qualche baita isolata. Attorniata da settecento gatti o giù di lì.] Lancia un’altra occhiata verso il basso, stavolta senza sporgersi, ma la accusa un po’ peggio di prima, mantenendosi comunque composto rispetto all’altra. [Schiavo? Oh.] Forse non aveva pensato a quel possibile e triste scenario per l’altrui fratello scomparso, nonostante ciò l’ottimismo si accende nuovamente in lui. [Può anche darsi che abbia preso una bella botta in testa e perso la memoria. Magari è qui a York a vivere la bella vita, che ne sai.] La toppa è peggiore del buco, e l’altra avrebbe tutto il diritto di incazzarsi, se non fosse che commette l’errore di guardare giù. E prenderla piuttosto male. [Uh, sembra stia vincendo io.] Ridacchia quando l’altra supplica di scendere, facendo spallucce in direzione del pilota. [Non sono paraculo, ugh. Vediamo…] Il Chiaro si prende del tempo per rispondere all’ultima richiesta altrui, che insiste nel voler conoscere qualcosa di lui. [Ho vissuto in una città del Continente Sud con la mia famiglia. Una vita abbastanza tranquilla e metodica. Ne ho approfittato per migliorare nell’uso della spada. Quando sono cresciuto abbastanza da poter essere indipendente, ho deciso di partire all’avventura. Ed eccomi qui.] Si gratta la testa. [Preferisco ascoltare perché sono uno che non ha molto da dire. O almeno, niente di interessante. Spero di non averti annoiato.] Si volta verso il pilota. [Direi che tra un po’ puoi iniziare a portarci giù, grazie.] Sembra che non dovrà fargli causa. Né lui né il suo fantasma.

Hikari lancia un dado, totalizzando: 6/9

Hikari
In quell’arco di tempo la ragazza sembra tutt’altro che presa dallo sproloquio sull’età di lei, o forse non da peso alle parole di un ventenne che si comporta come un mocciosetto, chissà, forse non gli importa molto della vecchiaia, non più che del morire da quell’altezza. [“”Ah beh, chicco, tranquillo che se dovessi cadere nel baratro della vecchiaia, tu non saresti, poi, tanto lontano da me, e chissà, magari invecchio meglio di te.. Infondo si sa che gli albini hanno una pelle più soggetta a rughe e macchie, data la poca predisposizione al sole..] Conclude distruggendo in tutto e per tutto la vendetta dell’altro. [“Ma non ci pensare ora cucciolotto, hai ancora una vita di giovinezza prima dei tuoi quarant’anni, lì puoi iniziare con qualche lifting o botox, magari potrai farti chiamare il nuovo Kun Umano.”] si sta divertendo a spegnere l’altro, tanto che pare riprendersi, da quella brutta sconfitta che poco prima ha subito. [“Magari sta bene, e ha perso la memoria, sarei contenta per lui se così fosse.. spero solo di trovarlo il prima possibile, non chiedo altro.”] Torna sul discorso, quando lui se ne esce con altre supposizioni, fin troppo positive da poter essere vere. La volpe si alza, riposizionandosi come prima, i gomiti appoggiati al bordo e lo sguardo al vento, in fronte a lei, mentre i capelli le vengono mossi indietro dalle correnti. [“Sembra che tu non abbia molte cose tristi di cui parlare, ma mi fa strano pensare che uno soldo di cacio, come te, sia in grado di badare a se stesso.. Ma come si dice? A ognuno il suo..”] Questa volta è lei a fare un sorrisetto, divertito, perculando l’altro e scoppiando in una calorosa risata poco dopo. [“C’è da dire che te la sei cercata chicco”.] Continua a ridere mentre la mongolfiera lentamente inizia il suo percorso d’atterraggio.

Haru lancia un dado, totalizzando: 3/8

Haru
[La Luce mi ama, come io amo lei. Non mi farebbe mai un torto simile.] Afferma fiero, in risposta all’ipotesi che i raggi solari un giorno o l’altro finiranno con l’intaccare la sua bella pelle estremamente pallida. Non commenta la battuta del lifting, limitandosi ad accusare il colpo, concentrandosi sugli argomenti seri successivi. [Lo troverai, tranquilla. Non può essere morto così. Mi rifiuto di crederlo.] Cerca di consolare la Volpe, seppur appaia piuttosto convinto di ciò che dice. [So-soldo di cacio?!] Arrossisce, un po’ in imbarazzo, quando la sua interlocutrice torna a metterlo sotto torchio con le battutine. Una “guerra” che però ha iniziato lui, quindi accetta di buon grado. [Ti faccio vedere io cosa sa fare questo soldo di cacio!] Non ha Taimaken con sé, per dimostrare quanto in realtà sia molto forte (fisicamente parlando), quindi opta per osservare nuovamente giù dalla Mongolfiera, per tirare acqua al suo mulino in quella sfida anti-vertigini. Stavolta però non ci fa una gran figura, perché stacca gli occhi dall’abisso quasi subito. [Beh, meglio di niente. Almeno stavolta nessuno dei due ha vomitato. Stiamo migliorando. Io mi sento già più forte!] Pausa. [Adesso tocca a te, un’ultima volta, Hikari.] Si volta verso il pilota. [Dopo puoi portarci giù.] Sarà un pareggio? O una lieve vittoria di uno dei due? Hikari sarà l’ago della bilancia in tal senso!

Hikari lancia un dado, totalizzando: 8/9

Hikari
La bionda ancora divertita cerca di trattenere le risate, quando lui prova a farsi grosso ancora una volta, ma con poca o nulla riuscita, a dir la verità sembra anche abbastanza rassegnato ad aver perso quel round di battute, nonostante questo, è ancora in vantaggio, e Hikari crede per poco, dato che con [AGILITA’] fa un piccolo salto poggiandosi con i piedi sul bordo della cesta di vimini in cui i due si trovano, guarda persino in basso, ma questa volta respira a pieni polmoni quella fredda aria di montagna che a quell’altezza pare congelare persino il cielo coperto di fiocchi bianchi, che cadono indisturbati. [“SONO LA REGINA DEL MONDOOO!”] Urla al vento vincendo palesemente quella sfida che le è stata lanciata a inizio volo. poi torna sulla cesta, continuando a reggersi a uno dei fili del pallone. [“Visto! Ti avevo detto che ce le ho le palle!”] Fa una linguaccia, e pare anche dimenticare quei tristi discorsi di poco prima nonché il quasi “svenimento” che le stava venendo al primo sguardo in basso. [“Sai che c’è? Neanche io mi rifiuto di credere che Aki sia morto, è vivo, e lo troverò! La tua positività è contagiosa Chicco!”] Gli sorride felice, senza dubbio ha superato più di un timore, durante questa escursione. La discesa ha finalmente inizio e dopo tutto il conducente pare non essere minimamente preoccupato per la salute dei due, soprattutto per quanto concerne quella mentale.

Haru
Il Chiaro sbuffa sonoramente, una volta realizzato di aver perso anche la seconda sfida. [Perlomeno stavolta non sono svenuto.] Dice a mezza bocca, più per consolare sé stesso che per contraddire la Volpe. [Avrai anche le palle, Regina del Mondo, ma ricordati che ci sarà sempre qualcuno più forte di te. Tipo quella Gilgamesh.] Rosica. Rosica un botto. Perché stava vincendo, ed ha perso all’ultimo. Tuttavia alla fine, accetta di nuovo con sportività la sconfitta. [Va bene. Due a Zero per te. Però abbiamo stabilito Sette Sfide. E se rispettiamo la tabella di marcia, ne ho ancora altre Cinque per sperare di rimontare. Che altro c’è nella lista del Tour?] Attende quindi paziente che il taciturno macchinista/pilota/conduttore/aeronauta(?) li riporti a terra. Una volta scesi dalla Mongolfiera, fa un cenno di saluto all’uomo (già pagato in precedenza all’atto di prenotazione) e si avvia con Hikari verso la via del ritorno. [Se non ricordo male…] Estrae cellulare, accendino e pacchetto. Da quindi un’occhiata agli orari, mentre si accende una sigaretta. […dovrebbe esserci un treno di ritorno per York Shin tra qualche ora.] Proverà ad accendere la sigaretta di Hikari, se la ragazza vorrà condividere assieme a lui quella pausa sigaretta. Altrimenti, se non dovesse fumare a sua volta, si limiterà a riporre tutto nel marsupio. [Abbiamo anche il tempo di mangiare qualcosa insieme prima di tornare, se ti va.] Pausa. [Visto che ho perso, offro tutto io.] Se l’altra accetterà l’invito, pranzeranno da qualche parte per poi dirigersi a York Shin. Questa però è un’altra storia..

Hikari
La Volpe è palesemente soddisfatta di se stessa, ha un sorriso in volto che sembra non volersene andare, quasi un riflesso al leggero broncio che si intravede nella faccia del perdente. [“Nota di merito per non essere svenuto! Siamo stati comunque grandi!”] Dice complimentandosi sinceramente con Haru. [” Okay, sì hai molte possibilità di rimonta, la tabella di marcia comprende ancora: Una note in una Casa Infestata; Un Salto dalla baia di 20 metri; Bungee Jumping; Paracadutismo e un volo in Tuta Alare”] Continua l’elenco scritto sul proprio telefono, concordato tramite messaggio in precedenza. [“Siamo due matti, e moriremo malissimo, ma sarà divertente!”] Conclude sembrando probabilmente matta. Quell’adrenalina le sta dando alla testa, probabilmente, come una droga. Una volta scesi dalla mongolfiera anche lei tira fuori una sigaretta, lasciandosela accendere da Haru, come si offre. [“Grazie, comunque ci sta che il perdente paghi il pranzo!”] Un ultima linguaccia, prima di avviarsi con lui verso l’orizzonte di quella campagna innevata.

Ruolata a 4 Mani Con il Giocatore Interpretante Haru.