Una giornata insieme a Giggiusmayer e Hikari.

Hikari:
È un nuovo giorno a York Shin, e Hikari, ancora appisolata, si ritrova dalla sera prima accoccolata a Giggius, con tanto di coda tutta arruffata. I capelli ormai sciolti dalla sera prima usati a mo’ di redini, le coprono la schiena riversati come una cascata sulle curve della schiena, lasciano intravedere la cifosi dorsale ben definita, i baci di venere in bella vista, data la posizione a pancia in giù. È praticamente svestita, se non per il lenzuolo che la copre a malapena il posteriore. Apre un occhio sopito, per osservare la scena attorno a lei, la camera è la sua, le candele ormai spente, l’incenso al gelsomino che solo in parte profuma la stanza dato che il suo fumo è impregnato nei drappeggi del letto e delle tende. La finestra aperta a lasciar entrare la fresca aria primaverile. La figura dell’uomo accanto alla ragazza, che ancora non sa se sveglio o meno, fa da trofeo nelle mani curate della volpina, che ne afferra il petto dolcemente, accarezzandolo con movimenti lenti. Si sente un leggero inalare, che potrebbe tranquillamente essere notato l’odore di lui che vuole rimanga impresso nella memoria, dopo tanti anni, è ancora lo stesso. Se l’altro dovesse essere sveglio o svegliarsi nel frattempo Hikari alzerebbe lo sguardo verso il volto di lui, le orecchie si innalzano velocemente, anche esse un pochino arruffate. «Non dormivo così bene da non so nemmeno io quando…» Gli dice guardandolo negli occhi, che poi vanno a ritirarsi dallo sguardo se ricambiato. Poi la testa ricade sul petto ancora una volta, come a non volersi staccare.

GIGGIUS:
Il giovane hunter ha passato una notte di totale passione tra il corpo di lui e di lei che si muovono all’unisono in posizioni diverse e con pattern diversi. L’intesa sembra esserci stata da parte di Giggius,il quale è in quello stato di dormiveglia . Ovvero è quasi sveglio e la sua forza mentale e fisica sta facendo si che lui possa tornare al mondo. Insomma il classico status ”mi serve un caffè per svegliarmi”. L’hunter aprendo pian piano le palpebre, che vanno verso l’alto, nota come i raggi solari vadano a illuminare tutte le superfici della stanza . Sopratutto le belle forme sinuose della volpina, che con il suo manto dorato e la sua testa si afficcano sempre di più verso il petto dell’hunter. Il braccio destro si allarga e con la mano destra la porta più a se, quasi come se non volesse farla andare via [Vieni qui], quasi come se fosse un ordine, anche se il torno lascia trapelare più una docile richiesta. L’occhio va ad appoggiarsi sui lineamente facciali di Hikari, le labbra vengono adagiate sulla fronte dell’allieva con fare lento. Se lei non opporra resistenza un bacio in fronte verrà dato, prima della sua esclamazione [è stato stupendo unirsi con te ] accennando a un sorriso , visto il suo stato ancora frastornato.

HIKARI:
La volpe si lascia trasportare dal braccio dell’altro che la accoglie con una rude dolcezza. Alle parole dell’hunter con un movimento del bacino si spinge sull’altro, finendogli sopra ma sempre, la testa va a finire dritta verso quella di lui mentre gli occhi ancora stanchi poggiano lo sguardo su quelli del maestro. <> gli dice con un mezzo sorriso, poi lo lascia fare quando va per baciarla in fronte, e lei a sua volta ricambia con il medesimo gesto ma sul suo petto che da quella posizione è facilmente raggiungibile. <> Gli risponde con sguardo sognante, mentre i piedini scalzi si liberano del lenzuolo e finiscono a ciondolare alternandosi a mezz’aria dietro di lei. <> Gli chiede anche troppo pimpante dopo quel calmo risveglio. se l’offerta venisse accettata: Si sposta con un movimento lento e sensuale, intenta a scendere dal letto, la schiena, in cui è ancora visibile il tatuaggio fatto proprio con Giggius a uno dei loro primi appuntamenti, si stiracchia leggermente seguita dalle braccia protese verso l’alto. poi fa per rimettersi la lunga vestaglia Lillà della sera prima, la coda viene fatta passare nell’apposito buco cucito su misura, i capelli vengono raccolti con una pinza bella grossa data la mole di biondi che possiede. E scalza così è pronta ad andare di in cucina se venisse seguita. <> lo appella dolcemente passando dal “Playboy” a qualcosa di decisamente più intimo.
[Ten+In]

Giggius:
Il risveglio mattutino è dei migliori, uno scambio di baci e dolcezze che sicuramente non è cosa da tutti i giorni, come dice la volpina. Infatti la faccia estremamente rilassata dell’hunter denota sicuramente un senso di pacatezza e di benessere[ per non farle smettere mai, potremmo renderle la nostra quotidianità, cosi ti saprei sempre al sicuro] ridacchiando e sembrando già più vigile. Alla parola colazione per di più,che arriva forte e chiaro all’orecchio del crime hunter, sobbalza con fare veloce.Infatti il busto è subito retto e in posizione perpendicolare al letto, con già l’acquolina che scende dalla bocca esclama[chiaramente quello che ti viene meglio, so che sarà buonissimo]. Nel mentre si alza dal letto , come mamma lo ha fatto, per cercare almeno la biancheria intima e rendersi un minimo presentabile. Anche se nel mentre l’iride non può fare altro che notare il tatuaggio fatto tempo fa con l’allieva[ mi è dispiaciuto molto che ci siamo persi di vista in questi anni] piccola pausa scenica[sicuramente non accadrà] accorciando le distanze tra i due. [ten+in]

Hikari:
La volpe termina di sistemarsi proprio mentre l’altro si pronuncia sulla possibilità di rendere quotidiani questi momenti. «Riuscirà il cacciatore a catturare la sua preda? O sarà la preda a sbranare il cacciatore?» ammicca osservandolo da dietro la spalla; mentre si alza, l’occhio furbo della creatura cade sul compagno che, sobbalzando, lascia ciondolare qualche “gioiello”.«Mi farebbe molto piacere averti vicino, perché no! Una nuova avventura non può farci più male di ciò che abbiamo lasciato alle spalle, giusto?» Attende che l’altro si vesta, avvicinandosi lentamente allo stipite della porta mentre la coda asseconda i movimenti fluidi del bacino. Si sofferma lì, poggiandosi sul legno dell’entrata a braccia incrociate; mantiene lo sguardo sognante su di lui che la inonda di dolci parole. «È colpa mia, lo so, ma non ero pronta per tutto questo, e probabilmente nemmeno tu… Nonostante quello che c’è stato, non potevamo essere una priorità l’uno per l’altra e la vita ci ha mostrato come a volte le cose vadano tenute strette… Io spero di aver imparato.» Sorride dolcemente, con un leggero rossore sulle gote, confermando con un cenno del capo: «Non accadrà più».Solleva nuovamente le iridi a cercare le perle di lui: «Allora pancakes giganti!» proferisce, smorzando quel momento di tenerezza con un tocco di brio, per poi aggiungere: «e soprattutto due litri di caffè!»

Giggius:
Dopo uno scambio molto dolce di carinerie mattutine, il giovane inizia ad indossare le mutande partendo dall’afferrarle ai lati e delicatamente mettere prima il piede sinistro e poi quello destro nelle fessure apposite, infine mettendo i gioielli al sicuro. Giggius pensa al passato e a tutte le atrocità avvenute e agli impegni che ha avuto, dicendo poi[effettivamente ora pensiamo al presente, l’importante è essere felice adesso] sorridendo appena. L’hunter sentendo il menu della colazione sobbalza , con il capo che si va a ritrarre verso il dietro, cosi che possa tornare a guardare la volpina e dire:[buoniiii] pensando a fare una lauta colazione. Nel mentre il giovane con indosso solo le mutande si avvicina rapidamente alla volpina e con un tono di voce più profondo esclama :[ un bravo cacciatore non missa mai] toccando poi le parti che hanno subito dei lividi nella notte scorsa. Essendo un mezzoangelo dovrebbe curare istantaneamente quelle piccole contusioni, quindi con l’ematoma che dovrebbe scomparire istantaneamente :[ecco fatto adesso dovrebbe andare meglio!][Ten+IN]

Hikari:
La volpina squadra l’altro, non avvertendo subito che al suo tocco le parti indolenzite siano guarite, finché non si ritrova a osservare la propria gamba. «Ma… le mie ginocchia sono come nuove?» Lasciando la presa, corre nella stanza accanto, il bagno, per ispezionare il collo con attenzione allo specchio. «Mi hai rimosso il succhiotto!» Hikari sembra quasi esserci rimasta male, rivolgendogli uno sguardo da bimba viziata; il finto broncio, tuttavia, non tarda a svanire, trasformandosi in un sorrisetto soddisfatto accompagnato da una risata leggera e occhi socchiusi che le corrugano il viso. Se seguita dal Maestro, si mette a osservarlo con cura; non usa tecniche Nen speciali magie, ma il semplice istinto di chi vede ben oltre le apparenze: «Tu sei cambiato molto più di quello che mi stai dicendo, vero?» nel mentre della frase lo prende per mano e, se lui non oppone resistenza, lo accompagna saltellando leggermente a sedersi in cucina, facendo scivolare le dita sulla sua schiena in una carezza prima di separarsi. Si sposta dietro il bancone e gli intima, con un cenno del capo: «Su, racconta: cosa ti è successo? E soprattutto, qual è questo obiettivo di cui parlavamo? Non hai già tutto quello che desideri?» Gli domanda, riallacciandosi alla loro conversazione via messaggi. Mentre attende che l’altro parli, inizia a preparare la colazione, ascoltandolo con estrema attenzione le parole dell’uomo dai capelli corvini.
[Ten+IN]

Giggius:
La volpina rimane di stucco a vedere quanto siano potenti i mezzi dell’hunter, che molto soddisfatto rimane a guardare la scena dell’allieva che controlla le ferite. Senza perdere occasione di accendere il fuoco, la mano fa come se la volesse fermare e inizia ad alzare verso l’alto l’indice, come se volesse puntualizzare [ se c’è, non te ne posso fare uno nuovo], insomma sembra più l’inizio di un tour de force che un gesto carino. L’hunter viene accompagnato al lato del bancone, dove la volpina dovrebbe preparare la colazione. Le domande chiaramente non tardano ad arrivare, l’espressione facciale rimane la stessa visto che è qualcosa di altamente prevedibile quando usi certi tipi di poteri. Giggius infatti si siede comodamente , la natica va a sedersi sul legno della sedia e i gomiti in maniera sincronizzata si adagiando sul bancone. Le iridi fissano la chioma di Hikari e tutta la sua sagoma, per poi dire[ ho fatto si di ottenere del sangue di angelo e sono diventato a tutti gli effetti un mezzo angelo!] insomma , cose di ordinaria follia. Prima che la ragazza possa commentare continua a rispondere , per agganciarsi anche all’altra domanda[ mi sentivo incompleto.. ho tutto, fama e soldi]..[ però il mondo è ancora troppo marcio e non posso vivere dove il crimine cresce di giorno in giorno] assumendo un espressione molto seria dovuta alla contrazione dei muscoli facciali e un tono di voce senza fronzoli e sfaccettature sonore. [ten+In]

Hikari:
Alle parole del Cacciatore, lei incredula esclama: «Wow!… Sangue d’angelo? Ma… raccontami di più se ne hai voglia, come l’hai ottenuto? Deve essere stato difficile». Dice lasciando trasparire lo stupore e l’ammirazione per il Maestro. La bionda, dall’altro lato del bancone, inizia a maneggiare pentole, vaschette e vari utensili, intenta a cucinare l’ambita colazione mentre l’altro si confida. Coda e orecchie si ritraggono per comodità di movimento e per evitare che qualche pelo finisca nell’impasto. Recupera gli ingredienti dal frigo, dandogli momentaneamente le spalle; una volta voltatasi, pronta a mettersi all’opera, lega la vestaglia e raccoglie i capelli in uno chignon. Poi inizia la magia: la frusta sbatte le uova, separate con un veloce gesto della mano. Il tuorlo e l’albume montato, così come la farina e lo zucchero prelevati dalla mensola dietro di lei, vengono versati magistralmente nella ciotola pronta ad accoglierli sul banco, accompagnati da un filo di latte per amalgamare il tutto e dal lievito in polvere per favorirne la crescita. Un cubetto di ghiaccio, recuperato dal freezer, aiuterà il composto a rinfrescarsi il punto giusto per essere usato senza attese. Intanto ascolta con attenzione le parole dell’hunter; con fare elegante versa il preparato sulla padella imburrata a dovere e, in men che non si dica, una montagnetta di tutto rispetto — due, tre, quattro strati — va a crearsi sul piatto. La macchinetta del caffè, attivata come prima cosa, ne sforna intanto due fumanti, versati in tazzine di vetro anch’esse recuperate dalla credenza. Alla fine del discorso di lui, tocca a lei prender parola: «Quindi, ricapitolando: ti mancano solo l’amore e il prendere a calci i cattivoni? Beh, sono obiettivi facili da raggiungere… o meglio, il primo lo è, il secondo forse un po’ meno». Si sofferma pensierosa mentre l’ultima delle cibarie preparate viene adagiata sul piattino con l’aiuto della spatola. «Toppings?» gli chiede con disinvoltura, prima di proseguire; alla risposta di lui recupera ciò che è stato richiesto, poggiandolo sul bancone. Poi riprende il filo del discorso: «Ne nasce uno ogni giorno, è quello il problema» riferendosi ai malvagi di prima. «Abbiamo lo stesso obiettivo; io ho la situazione di mio fratello, ma fare la giustiziera mascherata non mi dispiacerebbe, soprattutto con un partner accanto». Conclude tornando a posare lo sguardo su di lui: un’occhiata preoccupata e comprensiva, mentre l’angolo della bocca si contrae leggermente e la testa inclina di lato, pensierosa. Caffè e piatti vengono piazzati davanti al ragazzo, seguiti da un contenitore rosa con la scritta “zucchero”. «Buon appetito!» esclama, prima di raggiungerlo, sedersi accanto a lui e iniziare a mangiare, restando in attesa delle sue risposte.
[Ten+In]

Giggius:
L’hunter guarda la schiena elegante della cuoca che sta maneggiando abilmente tutti gli utensili e gli ingredienti. Infatti le iridi seguono le forme della volpina, mentre le orecchie ascoltano i commenti e le domande che gli sono rivolti. Le labbra vanno ad essere inumidite dalla lingua, che fa dei movimenti circolari partendo dalla parte sinistra, per ritornarci. Le fossette aumentano al pensiero e la risposta non tarda sicuramente ad arrivare:[ Diciamo che ho dovuto vedere i demoni per arrivare agli angeli.. ] per far intendere che sono stati degli scontri e o situazioni davvero molto difficili [poi con calma ti racconterò, non ti preoccupare] , insomma un capitolo abbastanza arduo . Il pancake sta iniziando a prendere forma, infatti il busto viene mosso sulla sinistra, cosi da poter visionare la preparazione in atto [ Topping? se c’è l’hai del cioccolato o dell’acero] con fare arzillo. Per quanto riguarda la nascita dei criminali, il busto torna con fare composto sulla sedia in posizione perpendicolare e con fare deciso esclama [basta arrestarne 2 se ne nasce 1 , insieme possiamo fare tutto!!] il tono è fermo e deciso, mentre la colazione è servita. L’hunter rimane sempre su tale discorso, infatti prima di iniziare a mangiare chiede [tu con gli allenamenti a che punto sei ?] iniziando a fare realmente il maestro e non altro.. [Ten+in]

Hikari:
La volpe torna ad ascoltare le parole del Maestro, soppesando ogni risposta ricevuta. Dopo un breve silenzio, versa l’acero sul proprio piatto, immergendo i pancake in quello che, forse, è fin troppo sciroppo. Poi si rivolge a lui, girando la testa e facendo schioccare le labbra mentre lo indica aguzzando la fronte: «Demoni?» fa per chiedere, ma si ferma alle spiegazioni dell’altro. «Oh, okay… se senti di volerti spiegare più avanti, va bene» conclude. Mentre lui attende di mangiare, perso nei propri pensieri, la volpe affamata addenta il primo pancake, portandolo alla bocca con la forchetta; dopo aver masticato e deglutito il boccone, gli risponde esuberante: «A me va bene! Contro Giggius e Hikki non ci sono malvagi che possano vincere. E poi, c’è anche il tuo amico Draco che sarà una potenza in battaglia, no?» Gli dice, mantenendo lo sguardo fisso su di lui; il gomito poggiato sul bancone si muove appena, mentre la mano sorregge la posata a mezz’aria, annuendo persino con essa. Riprende l’ascolto, proferendo dopo la domanda di lui: «Hai visto come ero stanca ieri? Ce la sto mettendo tutta per raggiungere il mio potenziale. Ogni volta che supero uno dei miei limiti, mi sento crescere e diventare più forte nel fisico e nell’aura…» Fa una breve pausa, afferra la tazzina ancora fumante con tanto di mignolino alzato e manda giù lo “shottino” di caffè espresso. Poi riprende: «Pensi che ci io sia quasi? Avrai notato come ti sia stata al passo nonostante la fatica…» ammicca all’altro con i suoi grandi occhi ambrati, esplicitando l’innuendo piccante. «Vuoi darmi qualche consiglio o magari preferisci aiutarmi con un po’ di allenamento oggi?» gli propone infine. «Possiamo anche uscire a divertirci, se preferisci qualcosa di più tranquillo» conclude, suggerendo all’altro qualche idea per passare del tempo assieme.

Giggius:
Il giovane inizia a degustare il suo pancake. Mano sinistra impugna la forchetta e la destra il coltello , che si affonda nell’impasto ricorperto al cioccolato e che man mano fa si che si porzioni. L’hunter porta alla bocca i primi due bocconi, quasi come se non avesse mangiato da tipo 1 settimana. Appena le papille gustative si attivano tra impasto e cioccolato, gli occhi vengono spalancati subito. Il capo cerca la figura della volpina e con lo sguardo fisso verso il suo volto esclama [ ma sono deliziosiii!] effetivamente non è un gran cuoco e quindi non capita spesso di mangiare a casa. Il giovane sente il nome di Draco e calma la foga nel mangiare, e risponde a questa affermazione [ Draco? è fortissimo! Darebbe il giro a moltissimi hunter in circolazione..ci sono parecchio affezionato] sorridendo e appoggiando i polsi al bordo del tavolo, cosi che le posate siano pronte ma rivolte verso l’alto. Pensando agli allenamenti che ha fatto lo scorso giorno Giggius non ha molti consigli da dare.. anzi solo uno, tanto semplice quanto fondamentale [ pratica pratica pratica] .. [cerca di mantenere la tua forza il più tempo possibile, fare dello sparring, spingerti sempre oltre] usando diverse pause tra le sue affermazioni. Rincalzando il tutto l’hunter continua a rispondere, mentre la forchetta cerca un altro quadratino di pancake [ possiamo finire di fare colazione e andiamo ad allenarci, penso sia la scelta migliore ] rimanendo sempre ligio al suo dovere. [ten+in]

Hikari:
La ragazza torna in ascolto mentre, da un cassettino lì accanto, recupera il pacchetto di sigarette ormai a metà; solleva una gamba mantenendo l’altra piegata sulla sedia, sporgendosi verso la finestra dietro di lei per aprirla e lasciar circolare l’aria. Estrae una bionda dal pacchetto, seguita dall’accendino, senza mai smettere di prestare orecchio alle parole del “suo” uomo. «Grazie! La cucina è uno dei miei regni, e ne ho diversi: la camera da letto, il campo di battaglia, la caccia, il palcoscenico… eccetera eccetera», elenca con goliardia, chiaramente divertita. Poggia le natiche sulla gamba flessa: «In effetti ci manca un buon allenamento; ti devo ancora mostrare le mie tecniche con i ventagli, o forse preferisci che ti prenda a manate con il Piguazhang?» sorride birbante. Azzanna l’ultimo boccone di pancake intriso di sciroppo d’acero e, posata la forchettina, accende la sigaretta, aspirando come se quella fosse il suo ossigeno. Espira, e le spalle vanno visibilmente a rilassarsi. «Sto cercando di smettere, ma ogni tanto ci vuole, soprattutto dopo serate come questa», afferma. «Allora, pronti ad allenarci! Finalmente potremo azzuffarci in modi diversi dal solito!» lancia un altro sorriso a trentadue denti, socchiudendo gli occhi, per poi tornare a servirsele un nuovo tiro. «Grazie della compagnia e dei consigli». Torna seria per un istante, il tempo necessario per ringraziarlo con un bacio sulla guancia mentre lui è intento a consumare l’ultimo boccone. Poi si alza, dando le spalle all’hunter e affacciandosi alla finestra per educazione, non volendo infastidirlo con il fumo. Con lo sguardo perso nel vuoto e il vento fresco primaverile che scompiglia i capelli biondi che le incorniciano il viso, osserva York Shin, i palazzi e la gente indaffarata, restando in attesa di un’ultima parola prima dell’azione.

Giggius:
L’hunter continua a mangiare il suo pancake, che man mano occupa sempre meno spazio nel piatto da portata che ha davanti. Infatti qualche traccia di cioccolato e un paio di bocconi sono rimasti. L’hunter si lecca le labbra, come se avesse ancora della cioccolata sulle stesse e volesse toglierla. Giggius ascoltando tutti i suoi talenti si complimenta dicendo [ vedi sei molto più versatile , io sono sempre per il combattimento.. di qualsiasi forma] andando a ridacchiare anche lui e rispondendo a tono . Per quanto riguarda le sue tecniche , le armi e quant altro , commenta[ puoi usare tutto quello che vuoi, io userò solo il mio corpo come arma] effettivamente potrebbe usare un sacco di artefatti, ma per un allenamento è davvero too much. Durante il fumo di Hikari i due bocconi di pancake vengono portati alla bocca e terminati. Infatti in men che non si dica i muscoli delle gambe si contraggono ,nel suo alzarsi da sedia. Sguardo fisso verso la bella donna e con voce sicura e a tratti profonda esclama [ Sono pronto], chissà cosa dirà o farà la volpina a questo punto [ten + in]

Hikari:
Continua il suo rito rilassante, tra un tiro e l’altro, ascoltando le parole dell’altro con la consueta attenzione. «Perfetto, beh… “versatile” mi descrive bene. Hai mai provato il pegging?» domanda ridendo dopo l’ennesima battuta audace. Termina l’ultima boccata e, spenta la sigaretta nel posacenere poggiato sul balconcino, si scioglie i capelli: «Prima una doccia, se mi vuoi seguire… dopo la sudata di ieri è decisamente necessario per entrambi» asserisce. Una volta seguiti i preparativi, recupera l’outfit sportivo dalla camera e si dirige in bagno, chiudendo la porta alle loro spalle. Dopo il tempo trascorso al riparo da sguardi indiscreti, la vestizione ha inizio: i capelli vengono raccolti in una coda di cavallo alta e ben tirata; la maglietta bianca, leggermente larga e smanicata, contrasta con i leggins neri che le fasciano le forme. Ai piedi calza scarpe da ginnastica candide con fantasmini rigorosamente scuri. Una cintura in pelle, dotata di apposite fondine per i tessen, cinge la vita. La classica borsa in ecopelle viene messa da parte una volta usciti dal bagno, e i suoi averi vengono riposti in uno zainetto del medesimo colore, decisamente più pratico per l’addestramento. «Quando vuoi, sono pronta ad andare!» gli dice, mentre attende che anche lui sia altrettanto pulito e profumato. La posizione è eretta, con le mani intrecciate dietro la schiena, mentre dondola leggermente sbirciando l’altro con un misto di curiosità e impazienza.

Giggius:
L’hunter guarda hikari vestirsi e decide che anche lui vuole finire la sua vestizione e infatti va a prendere le suce scarpe nere di pelle , i pantaloni scuri e la maglietta a maniche lunghe. Il procedimento è davvero dei più banali, prima pantaloni e maglietta e a seguire con l’ausilio delle mani e dei talloni dei piedi, arriva il momento delle scarpe. Giggius con fare repentino apre la finestra della casa di Hikari, il motivo lo si vedrà molto presto. Infatti ricordiamo che loro si trovano attualmente al sesto piano, quindi affacciandosi dalla finestra si può notare un bel salto. L’hunter affacciandosi vede ciò che voleva vedere e non ci pensa due volte. Si avvicina alla volpina con fare molto rapido, la muscolatura si contrae in maniera uniforme e e ottimizzata. Cosi all’improvviso la ragazza non dovrebbe avere troppo tempo di reazione. l’hunter proverebbe a prenderla in braccio e quindi con le braccia parallele al terreno, sollevarla per le gambe e per la testa che è adagiata sulla sua destrosa [ ora ci penso io a trovare un posto per allenarsi… fidati!!], con tono di voce sicuro e divertito. L’uomo prende una rincorsa e si butta letteralmente giu dal sesto piano, però non atterrerà mai sul suolo.. o perlomeno non ora. Un drago di passaggio , di nome Draco(?), farebbe da tavola da surf pronti per cavalcare le onde d’aria e allontanarsi in un luogo più tranquillo. Le iridi andrebbero a osservare il viso della ragazza per carpirne le reazioni. [ten+in]

Hikari:
La ragazza attende, mantenendo sempre un occhio rivolto all’hunter. Per un istante si distrae, concedendosi un ultimo sguardo allo specchio: non è truccata, ma la notte trascorsa, e forse l’influsso dei poteri di Giggius, l’hanno rinvigorita facendo sparire ogni traccia di stanchezza dal volto. Proprio in quel momento, lui la prende in braccio. Sorpresa, Hikari gli rivolge uno sguardo docile: «Che fai…» mormora, quasi sul punto di ridere, finché non nota la direzione del corvino e la finestra spalancata. Il pensiero viaggia veloce, incapace di formulare una risposta immediata; la volpina sobbalza quando, d’improvviso, lui si lancia nel vuoto stringendola a sé. Si avvinghia a Giggius, le braccia ancorate al suo collo mentre lui le cinge i fianchi; le gambe si chiudono in una posizione quasi fetale, con le ginocchia strette e le punte dei piedi che dondolano sotto la presa sicura del ragazzo. <> Un leggero stridio, strozzato dalla velocità della discesa, le sfugge dalle labbra; la coda di cavallo frusta l’aria per le folate di vento e gli occhi si serrano mentre il capo cerca rifugio contro il petto di lui. Poi, il silenzio, dettato probabilmente dallo shock. Hikari riapre un occhio solo, scrutando il volto di Giggius dal basso: sopra di loro, il cielo punteggiato di nuvole bianche scorre rapido, non più verso l’asfalto ma in avanti. Guarda poi sotto di sé, dove Draco, il fidato compagno di Giggius, li sostiene sul suo dorso color ametista. «SEI IMPAZZITO?! Potevi almeno avvertirmi! Uffa!» urla, con la voce acuta e ancora alterata dall’ansia del momento. Poco dopo, però, si lascia trasportare in silenzio, mentre la corrente le scompiglia la frangia; il corpo inizia finalmente a rilassarsi dinanzi al panorama della città dall’alto, rassicurato dalla saldezza delle braccia che la sostengono.

[ten+In]

Giggius:
L’hunter non ha potuto trattenersi da fare qeusta acrobazia e far preoccupare mortalmente la ragazza. Un solido atterraggio sulla schiena di Draco, fa si che l’hunter ha avuto molta sicurezza in ciò, visto che è un qualcosa che i due fanno abitualmente .Le iridi vanno prima verso Draco e il parlato non si fa attendere[ sei sempre il miglior caro mio.. è stato divertente!!]… la pausa è fatta per far ”rispondere” il drago, che però si limita a planare probabilmente verso la terra degli allenamenti che usano di solito. Si infatti l’hunter ormai ha dimora al 229* piano della torre celeste, dove l’hunter è signore di piano e quindi proprietario. Giggius con fare divertito porta l’attenzione verso la volpia, stringendola particolarmente ai fianchi e portandola a se. L’espressione è serena e i gesti protettivi, un connubio che viene accompagnato da tal parlato [ dai cosa vuoi che sia un salto dal sesto piano.. al massimo ti curavo io] anche se non è proprio cosi,però il tono non ha vibrazioni o segni particolari di bugia. Le nuvole passano sui loro capi alla velocità di marcia di Draco, soffici , fluffy e di varie forme. L’aria accarezza il viso di entrambi i ragazzi e l’ultima frase dell’hunter è la seguente[ certo che non mi stancherò mai di volare]. [ten+in]

HIKARI:
La volpina rimane ancorata al suo Hunter, che con fare disinvolto commenta il proprio gesto quasi principesco. Il panorama muta velocemente mentre la bionda osserva ciò che li circonda, ignara della destinazione finale. Lo sguardo, tuttavia, finisce per posarsi sul volto del ragazzo, soffermandosi su quello che, per lei, è uno spettacolo decisamente più affascinante delle nuvole. «Cosa vuoi che sia?» ripete lei, alzando gli occhi al cielo per poi rivolgergli un sorriso complice. «Se mi stringi così, puoi farmi tutto quello che vuoi!» afferma, muovendosi leggermente per offrirgli un bacio prolungato. Dopo quel gesto tenero, Hikari volge nuovamente il capo; una mano indugia sulla nuca dell’altro mentre si rivolge al fidato amico e mezzo di trasporto: «Ciao, Draco! È da un po’ che non ci si vede. Ti trovo in forma e, come sempre, assolutamente magnifico». Non si aspetta una risposta verbale, ma la buona educazione è per lei una prassi irrinunciabile. Torna poi a dedicare attenzioni e parole al Maestro: «Potrei abituarmi anche io a tutto questo», commenta, avendo captato la sua riflessione poetica sul volo. «Dove mi stai portando, quindi?» gli domanda infine, vinta dalla curiosità, proprio mentre la vetta della Torre Celeste inizia a profilarsi all’orizzonte. Il capo trova nuovamente rifugio sul petto di lui; la mano sinistra si posa sul pettorale destro del giovane, mentre l’altra, non più impegnata a sorreggersi ma libera di accarezzarlo dal collo in su, testimonia una fiducia ormai cieca verso l’uomo che la sostiene.

[ten+in]

Giggius:
L’hunter guarda l’orizzonte pensando ai suoi obiettivi e a quello che sta costruendo ora, per poi girarsi verso la volpina e vedere quella ciliegina sulla torta , chiamata vita.Le iridi si spostano rapidamente verso l’interlocutrice e con un parlato abbastanza prolisso inizia dicendo [ voglio osservare il tuo stato attuale sia di forza che di potere per capire se sarai in grado di fare la torre celeste o di venire in missione con me]… [sai il campo da battaglia è frenetico e non lascia sconto a nessuno]. Le mani vengono messe sui fianchi della ragazza, verso la parte bassa della clessidra. Lo sguardo va diretto verso i suoi occhi e continua dicendo[ non voglio rischiare che tu ti faccia male in missione, perchè io vado sempre nei casi più pericolosi]. Una landa desolata è quasi visibile a vista d’occhio. Cosa che l’hunter nota per via del fatto che va tutti i giorni. Nel mentre Draco non accenna risposta a nessuno dei due, forse geloso o semplicemente perchè è molto riservato. Il volo è lineare, senza troppi scossoni,infatti l’hunter non ha particolare difficoltà a stare sul drago e tiene sempre il contatto con la ragazza , che sicuramente è meno abituata. [ten+in]

Hikari:
La volpe rimane tra le braccia dell’Hunter mentre il volo volge al termine. Non risponde subito, intenta a godersi il panorama della Torre Celeste che ormai svetta imponente dinanzi a loro. «Bene, accetto la sfida e spero che rimarrai sorpreso, anche se, onestamente, mi farai sicuramente sudare…» commenta con tono riflessivo. Quando le braccia di lui cambiano posizione, Hikari si aggrappa di nuovo, vinta dal timore istintivo di cadere. La torre è ormai vicinissima, anche se il piano abitativo di Giggius sembra trovarsi ancora più in alto. «Avrai una reggia là dentro; spero almeno che tu abbia una donna delle pulizie, altrimenti mi toccherà rimettere in ordine come a casa mia!» scherza, lasciandosi sfuggire una risatina. Poi attende l’arrivo in silenzio, osservando i vari piani sfilare verso l’alto. Un brivido di freddo le imperla la pelle d’oca e forse anche l’ansia per l’imminente sparring inizia a farsi sentire. La lunga coda di cavallo continua a frustare l’aria, accompagnata dalle folate di vento, mentre l’unico altro movimento visibile è quello dei piedi ciondolanti: in quella posizione, la ragazza si sente piacevolmente bloccata. Chissà se anche questa volta l’hunter userà la finestra come pista d’atterraggio o se dovranno faticare tra infinite rampe di scale. Sicuramente ci sarà un ascensore, ma Hikari non è mai stata alla Torre Celeste e non può averne certezza. L’anticipazione cresce, finché non sussurra: «Ci siamo?».

[ten+In]

Giggius:
L’hunter guardando la torre celeste inizia a sorridere e con fare divertito esclama [ spero ci sarà a breve la battagli olimpionica.. sarà un evento eccezionale e non voglio assolutamente mancarlo ] aspettandosi probabilmente una domanda da parte della ragazza. Lo sguardo continua ad alternarsi tra la direzione che stanno prendendo e la bellissima Hikari. Sorrisetto nell’ammirarla e parlato che non tarda ad arrivare[ bhe potresti effettivamente venire a stare da me, cosi ti alleneresti sotto la mia supervisione e non dovresti pagare l’affitto] , insomma una situazione win win [sisi è tutto spesato , quindi non dovresti nemmeno pulire] sventando anche dei brutti pensieri per lo sfruttamento(?). La destrosa non molla il fianco della ragazza, mentre la sinistra va a sganciarsi e indicare con l’indice una piazzola [ ecco quello è lo spiazzo che usiamo sempre!]. Chiaramente essendo un abitudine Draco sa benissimo che si è diretti li, anche perchè ha sentito le nostre voci tipo (?). Perciò Draco andrebbe a chinarsi in avanti per iniziare la sua picchiata verso il basso, e ciò implica che l’hunter si abbassi di baricentro piegando le gambe, e che tenga stretta a lei Hikari [ tieniti mi raccomando] con fare premuroso. La discesa sarà abbastanza brusca, con poi un apertura alare alla fine cosi che il drago posso frenare la picchiata con un paio di colpo d’ala e atterrare agiatamente sul suolo della periferia di York Shin city. [ten+in]

Hikari:
Continua a lasciarsi trasportare, ma quando lui parla, Hikari gli rivolge uno sguardo confuso: «Battaglia olimpionica?». Non nasconde un velo di preoccupazione, sapendo che conquistare o difendere un piano alla Torre Celeste è un’impresa che rasenta l’impossibile. «Dici che parteciperesti? O è un evento da seguire da casa con i popcorn?» domanda perplessa, cercando di scrutare le intenzioni dell’Hunter. Poi, lui se ne esce con una proposta decisamente allettante: la vuole con sé. Un’audacia che la spiazza. «Non avrei problemi, ma non pensi sia presto? In fondo sono tornata da meno di una settimana e noi ci siamo rivisti solo ieri…» continua dubbiosa, per poi lasciarsi sfuggire un pensiero più dolce: «Però sarebbe un’avventura da vivere insieme, e questo mi piacerebbe». Non riesce ancora a decifrare le reali intenzioni di lui; dopotutto, non sono ancora una coppia ufficiale, o forse lo sono già in un modo che le parole non hanno ancora definito? Poco dopo, la posizione cambia. Sente le proprie gambe scivolare cautamente dalla presa di lui, che continua comunque a sorreggerla per il fianco. Il braccio sinistro di Hikari rimane avvolto attorno al collo del ragazzo, con la mano che ricade sulla spalla per stabilità, mentre la destra preme contro il suo petto. Inizia la manovra di atterraggio. La volpina asseconda ogni movimento, adattando l’equilibrio per non cadere durante la picchiata e stringendosi in quel semi-abbraccio che funge da cintura di sicurezza improvvisata. Una volta toccata terra, l’entusiasmo esplode: «È stato bellissimo! Lo voglio rifare!» esclama, congiungendo le mani in un paio di applausi, visibilmente emozionata dall’adrenalina che torna a scorrere. Poi, con il consueto garbo, si rivolge alla creatura d’ametista: «Grazie del passaggio, Draco!», sempre senza aspettarsi risposta, ma per pura educazione. Infine, attende che il ragazzo la faccia scendere, restando tra le sue braccia come se aspettasse che un gentiluomo le aprisse la portiera dell’auto.
[Ten+In]

Giggius:
L’hunter ascolta il punto di vista della ragazza e a questo ha subito la risposta pronta :[ Io non lo vedo strano, anche perchè io a casa ci sto davvero poco e comunque mi alleno tanto] piccola pausa narrativa[ chiaro che se poi hai le tue cose personali e vuoi rimandare, va benissimo] infondo il suo era più un gesto di gentilezza. Giggius prima di scendere dalla groppa di Draco risponde anche in merito alla battaglia olimpionica , dandosi anche un certo tono con il timbro della voce e con la spiegazione [ è lo scontro finale tra tutti i signori di piano e che decreta il più forte] insomma letteralmente a chi c’è l’ha più grosso . La discesa viene eseguita dall’hunter con un salto , solo una volta che draco ha conficcato gli artigli nella terra. Ricordando con sempre Hikari in braccio . Entrambi i piedi spingono con forza sulla schiena dell’amico draconico, con l’ausilio della contrazione muscolare dei quadricipiti. Cosi che le suole delle scarpe color nero pelle possano incontrare il suolo sabbioso della periferia[ eccoci] concluderebbe dicendo [ a vorresti anche scendere?] ridacchiando copiosamente e simultaneamente alza il braccio destro e abbassa il sinistro cosi da favorirne la discesa [ten+in]

Hikari:
La ragazza ascolta attentamente la spiegazione sulla gara del più forte. «Non ti accontenti mai? La caccia ai malvagi non ti soddisfa abbastanza? Non devi farmi preoccupare, intesi?!» lo sgrida quasi, ma con un sorrisetto complice sotto i baffi. Poi, avvicinandosi al suo orecchio, sussurra dolcemente: «Falli fuori tutti», riponendo una fiducia incrollabile nella forza dell’altro. Una volta a terra, si concede qualche minuto per riflettere prima di riprendere il discorso sul vivere insieme: «Va bene, allora. Proviamo a vedere come ci sta addosso questa convivenza. Dormire con te mi rilassa, il che per una donna è fondamentale per mantenere la bellezza e una pelle giovane» Afferma con un fare quasi poetico, accennando al valore del “sonno di bellezza”. La sua voce, ancora mossa dall’emozione intensa del volo, rimane flebile ma ferma. Mentre la coda continua a flettersi sinuosamente a destra e a sinistra, l’abbraccio viene sciolto e Hikari viene posata a terra con fare cavalleresco. Anche lei sposta il braccio sinistro dalla spalla dell’Hunter per riporlo sul braccio di lui, ancorandosi con una movenza leggiadra ed elegante, da vera signora ottocentesca. Ribatte: «Non vorrei mai farlo, ma non credo che possiamo allenarci in questa posizione… Anche se tenermi in braccio potrebbe essere un’ottima idea per un altro tipo di allenamento», commenta furbetta, stuzzicando ancora una volta l’Hunter. Infine, i due si preparano a dirigersi verso il piano dedicato a Giggius nella maestosa Torre Celeste.

Giggius:
L’hunter alla domanda più che lecita della sua allieva , non può fare altro che osserva in maniera intensa e le risponde [ vincere e proclamarsi il più forte, significa che il bene sarà più forte del male.. perchè l’essere più forte sarei io] una ideologia molto forzata e che va a essere alimentata da altre frasi[ sarei un faro di speranza per le persone più deboli, se la persona più forte si mettesse a fare giustizia, non credi?]. Durante tutto ciò il pugno si chiude come per rafforzare e sottolineare le sue parole. Giggiusmayer prima di andare oltre verso la Torre Celeste le dice:[ fermiamoci qui e inizia a farmi vedere la tua potenza.. e non intendo la forza] riferendosi chiaramente al nen. Si trovano attualmente in uno spiazzo davvero molto poco trafficato e ancora abbastanza distante dal passare, perciò un allenamento leggero non dovrebbe dare troppo nell’occhio, se non per la sua fama. Chiaramente prima di andare a immergersi completamente nella parte del maestro, il giovane la fa scendere dalle sue braccia e con una bella cinquina stampata sulla chiappa destra esclama [prima l’allenamento bello e poi quello molto bello] riferendosi chissà a quale sessione di traning (?). [ten+in]

Hikari:
Hikari si guarda attorno: le lunghe ore di viaggio hanno stravolto il panorama. Da oltre le nuvole, la differenza tra York Shin e Padokia non sembrava così marcata, ma una volta oltrepassato l’oceano e raggiunta la metropoli del continente settentrionale, il cambio di scenario si fa evidente.

Si lascia istruire dal Maestro, che le rivela il desiderio di diventare il più forte per difendere chi ne ha bisogno. Estirpare il male non è facile e la volpe lo sa bene; in questo, i due trovano l’uno nell’altra un alleato prezioso con ideali condivisi. «Le motivazioni e l’obiettivo che abbiamo sono, in fondo, gli stessi. Ecco perché credo sia fondamentale che tu rimanga in vita… ma io mi fido di te, so che sei forte», afferma riprendendo il discorso di lui. Il tono è serio, velato da una leggera preoccupazione, ma accetta la decisione dell’Hunter senza mezzi termini: pensieri già confessati che ora risuonano più chiari che mai. Lo schiaffetto sul sedere strappa una risata imbarazzata; Hikari porta la mano sinistra alla nuca, sfoggiando il classico sorriso a occhi chiusi mentre la risposta sul “secondo allenamento” resta sospesa, ma dolcemente implicita. Poi, intreccia le mani dietro la schiena per stiracchiare nervi e articolazioni, pronta a seguire l’ordine di mostrare i frutti dei suoi sforzi passati. Dopo essersi sgranchita dal lungo viaggio tra le braccia dell’Hunter, agisce come le è stato chiesto; attiva il suo Ren. La sua aura si manifesta in una nuvola rosa che la circonda, vivida, quasi tangibile e che si estende verso l’alto, come zucchero filato ma densa di intenzione. In posizione eretta, la mano destra che stringe il braccio sinistro, fissa l’altro negli occhi. L’energia si estende verso l’alto, contenuta ma vibrante; la potenza di quel primo 5% di aura è evidente, segno di un addestramento costante e ben diretto. «Così, Maestro?» Gli rivolge un occhiolino, sperando di sorprenderlo almeno un minimo. Nonostante sappia che, agli occhi di un combattente del suo rango, potrebbe apparire come una creatura adorabile, la volpe rimane un’abile predatrice, pronta a farsi guidare dal cavaliere dinanzi a lei nei segreti più profondi del Nen.
[Ren]

Giggius:
L’hunter apprezza molto la preoccupazione che ha la ragazza per lui, cosa che lo fa sorridere in maniera accentuata e socchiudere gli occhi [ grazie della tua preoccupazione, però lo sai meglio di me che quando hai un ideale forte non puoi tirarti indietro] finendo con alzare le palpebre e mostrare le iridi color nocciola. Sembrerebbe che Hikari stia pronta ad attivare il nen e a far vedere di che pasta è fatta. La ragazza sembrerebbe sprigionare un bel Ren rosa acceso e con una notabilissima espressione soddisfatta sul volto. Lo sguardo va a scansionare tutta la sagoma della volpina , che con L’uso del Ren fa scaturire questa domanda[ le tecniche le sai usare tutte? ] .. [sai che l’aura ci potenzia sia in attacco che in difesa, ora fammi vedere quanto sei veloce con il Ren attivo] facendo proprio come un coach. Le braccia nel mentre rimangono conserte ad altezza bocca dello stomaco e le gambe aperte alla stessa linea delle spalle. [ten+in]

Hikari:
La ragazza ascolta il Maestro mentre le chiede di dar prova della sua rapidità nel cambio di tecnica e nel Ryu, l’arte di incanalare l’aura in specifiche parti del corpo. «Bene, allora vediamo se questo ti soddisfa…» commenta con sfida. Hikari, forte di cinque anni di addestramento nelle basi del Nen, impiega appena un paio di secondi per spostare il flusso energetico negli arti inferiori. L’aura fumogena rosa si ridistribuisce in modo uniforme, rimanendo visibile su tutto il corpo ma concentrandosi con densità maggiore alla base, pronta a esplodere in movimento cinetico. «Vado!» esclama. E Scatta; Come un lampo rosato percorre diciannove metri in un soffio, invertendo poi la marcia con la medesima agilità. Si pianta esattamente davanti a lui, frenando con decisione sui talloni e sollevando leggermente le punte dei piedi; si flette in avanti, intrecciando nuovamente le braccia dietro la schiena. Con un sorrisetto soddisfatto, gli domanda: «Visto? Come sono andata, Maestro?», cercando la sua approvazione mentre si ricompone. Si scosta una ciocca di frangia finita davanti agli occhi e attende, le successive istruzioni del “Professor” Giggiusmayer

[ten+Ryu]

Giggius:
L’hunter osserva attentamente la sua allieva nella dimostrazione di agilità con lo scatto e la sua frenata. Un piccolo sorrisetto sboccia sul visto di Giggius che ha visto decine di avversari super temibili, però è contento del livello iniziale della ragazza[ diciamo che la base è buona , bravissima] appoggiando la mano destra sulla testa altrui. Giggius scostandosi leggermente al lato ,mentre utilizza anche lui il ryu per caricare una buona parte del suo nen nella parte inferiore del corpo. l’intento è quello di cimentarsi in uno scatto fulimeno e poderoso davanti a lui, qualcosa che vada a concentrare più la velocità , viste le sue enormi doti (22 in destrezza) coff*. Perciò il baricentro si abbassa e la contrazione di quadricipiti fa si che possa repentinamente cimentarsi nello scatto. Tale movenza dovrebbe lasciare un enorme solco a terra, dove ha origine tale movenza, e un segno marcato proprio nel punto dove ha intenzione di frenarsi. Indipendentemente da quanto sarà andato veloce o sarà stato ”straordinario’ questo scatto , il maestro direbbe ad Hikari [ visto? ] dandosi delle arie. [Ten+Ryu]

Hikari:
La volpina si lascia cullare dal piccolo complimento e dalla carezza sulla testa, prima di osservare la dimostrazione di “Forza immensurabile over nine thousand” di Mr. Giggiusmayer. La posizione dell’altro viene studiata attentamente, nonché i muscoli in flessione che potrebbero far colare una goccetta di bava al lato della bocca della predatrice. Lo scatto avviene in pochi istanti, e altrettanto sembrerebbe volerci per il ritorno del corvino. Hikari, piantata su quello spiazzo di terra, si ritrova a sbatter le palpebre sconvolta, con un sorrisetto ebete in faccia: il rinculo d’aria che l’uomo ha fabbricato con la pura velocità la spinge di lato, colpendone il busto. I fianchi rimangono saldi grazie al Ryu applicato prima, ma dalla vita in su viene spinta di lato dalla corsa dell’hunter, in pieno stile cartoon; persino la sua coda di cavallo e le ciocche della frangia svolazzano spinte dalla folata di vento creata, prima di ritrovarselo davanti. Poi lo sguardo rivolto a terra scruta il solco causato dalla forza altrui. Ma Hikari, che ammira già l’uomo, decide di fare la furbetta facendogli il verso appena lui finisce la sua frase di vanto, rubata oltretutto alla ragazza. Un leggero applauso che sembra quasi poco convinto: «Bravo, non c’è che dire, ma ho notato che avevi il piede storto, sicuro di non essere un pochino fuori allenamento?». Lo percula un pochino, forse anche per orgoglio personale, ma finisce comunque per fare una linguaccia flettendosi di nuovo verso di lui e puntandosi l’indice sinistro sotto l’occhio del medesimo lato del proprio volto, mentre l’altra perla ambrata viene socchiusa; il tutto completa la smorfia accompagnata da un verso da bimba: «GNEEE!!».

Giggius:
Giggius come da copione stupisce la ragazza , anche se l’intento era farle capire qualcos’altro. Infatti una volta che si è ricomposto il giovane punterebbe le iridi sul corpo della ragazza, per capire se si fosse fatta male e dire [ questo è per farti capire che la strada è tanta, ma che già stai camminando nel verso giusto] insomma il classico metodo del bastone e della carota, sperando che con l’allieva funzioni. L’hunter chiaramente sta alla perculata di Hikari, infatti la destrosa viene portata dietro la nuca e ridacchiando risponde[ pensa se avessi messo il piede in maniera giusta , quanto potevo andare più veloce] rispondendo a tono, chiaramente ironico. Volendo capire un attimo come si comporta con il suo ventaglio, il secondo step è quel povero albero che si trova a pochi passi da lui :[ bene fammi vedere , senza usare il nen come te la cavi su quell’albero] chiaramente immagina che lo insta abbatterà, ma ciò è per visionare le movenze d’attacco . [ten+in]

Hikari:
La ragazza torna più seriosa, dopo la piccola smorfia di simpatia, ascoltando ancora una volta l’insegnamento anelato. «Sì signore!» dice al seguire della frase di lui sulla strada da percorrere per la grandezza. Il metodo del bastone e della carota è, infatti, il suo preferito… cit: coff coff. «L’albero eh… Non dovrebbe essere un problema…». Riflette sul da farsi: l’albero di fronte ai due è robusto, probabilmente anziano. Un mandorlo, che nel continente sembrerebbe essere comune, anche se strano sia così vicino al centro della metropoli. Lo osserva con attenzione; la volpe cresciuta nelle terre inesplorate del continente di Aijen e soprattutto nella compagnia del fratello, esperto botanico, ne riconosce i dettagli più superficiali non essendo lei stessa esperta. «Circa 40 centimetri di diametro e un’altezza intorno alla decina di metri… Un tempo doveva essere un esemplare bellissimo, ma la vicinanza con la città l’ha praticamente quasi distrutto…» dice riflessiva. Poi riprende avvicinandosi ad esso per studiarne il tronco; tira fuori una delle sue lame, Zefiro, il ventaglio che tiene alla destra, ma prima di attaccare stacca uno strato di corteccia, toccando con la punta delle dita lo strato esterno del suo cuore di legno. «Il tessuto è marrone, secco e legnoso… La mancanza di umidità implica che è spacciato…». Continua a osservare spostando lo sguardo e alzando la testa verso la chioma, quasi spoglia in primavera, che cerca ancora di respirare tramite quelle poche foglie rimaste sui rami rinsecchiti. «È malato… è spacciato… Mi chiedo chi sia stato così crudele da piantarlo proprio qui, con tutte le distese disponibili in questo luogo…». Questa volta si rivolge all’hunter. «Lo farò, sta soffrendo». Vicina all’albero, torna da un Ryu a un Ten classico, entrando in uno stato rilassato. La testa della volpe si comprime verso il tronco chiudendo gli occhi; il tessen riposto per un momento nella fondina fa sì che le mani della ragazza vadano a posarsi sullo stesso luogo dove la testa è ferma. Si sentono dei sussurri diretti alla natura: «Mi dispiace, spero che questa sia una consolazione, porterò con me il tuo spirito saggio…». Sembra quasi un rito antico; Hikari, che non butta nemmeno una cicca di sigaretta a terra, mostra il suo rispetto prima di eseguire la “grazia” all’albero. Si sposta e apre gli occhi socchiusi di prima. «Noi Siamo pronti!» afferma rivolgendosi di nuovo al maestro, ignara dei suoi pensieri, anche se non se ne preoccupa al momento. I Tessen vengono estratti entrambi, Zefiro alla destra e Austro alla sinistra, portati sopra la nuca con un’eleganza degna delle più aggraziate danzatrici. Lei, a circa due metri di distanza dal tronco. Le dita stringono le guardie dei ventagli con una fermezza che è quasi una carezza. Non c’è rabbia nella presa. Muscoli tesi ma elastici, pronti a trasformare il peso in velocità. La ragazza non scatta; scivola. Le gambe si flettono, il baricentro basso che stabilizza lo spirito. Parte maggiore del peso grava sulla gamba destra, tenuta in anteriore, il cui ginocchio è piegato in modo che, guardando verso il basso, copra la vista delle dita del piede; il resto del peso grava invece sulla sinistra posteriore, che è completamente distesa e tesa, con il tallone piantato saldamente a terra. È una posizione sbilanciata verso l’obiettivo, progettata per l’attacco e la penetrazione. Un profondo respiro. Con un movimento fluido dei polsi, i ventagli si aprono fendendo due volte nella stessa direzione, slanciandosi in una piroetta spinta e veloce precisa come la falce della mietitrice: il suono è un colpo di frusta secco, un battito d’ali metallico che fende l’aria stagnante. L’attacco veloce è studiato nei minimi dettagli; la tecnica usata per raccogliere legna per il fuoco torna utile anche in città che non richiedono tale pratica per sopravvivere al freddo. L’albero, che per qualche secondo o minuto a seconda della percezione dello spettatore cade liberato dalla sua sofferenza, mostra il taglio netto a circa un metro e cinquanta di altezza dalle radici semi visibili a terra. Il tonfo è rumoroso e potrebbe attirare l’attenzione di ignari passanti. Hikari sta ferma, lo osserva ormai privato del “collo”; l’albero mostra i suoi cerchi interni, ogni anno una storia da raccontare. Si avvicina al tronco, conficca le due lame al centro di esso compiendo un altro giro a centrifuga solo con le mani, poi posa le fedeli armi nelle fondine con un gesto volto a chiuderli, girano come bacchette di un batterista tornando alla loro dimora. Hikki torna con le mani al centro del morto e ne estrae la parte centrale scavata in precedenza. Poi abbassa la testa. «Grazie» sussurra. Poi si gira verso l’amato. Delle lacrime le solcano il viso sconvolto, gli occhi vanno a cercare il conforto altrui. «Un innocente non vedrà l’inverno…». Le ultime parole sono pronunciate con le mani vicino al cuore che sorreggono quel pezzo di legno; Verrà riposto nello zaino, come ricordo di una vita e un trofeo d’amore.
[Ten]

giggius:
L’hunter osserva attentamente non solo le movenze di Zefiro e Austro , ma anche tutto il cerimoniale che ha fatto nei confronti di quell’albero. La cosa lo lascia parecchio di stucco, infatti durante questa fase il sopracciglio spicca verso l’alto, anche se il suo metro di giudizio si focalizza di più sull’allenamento. Le braccia rimangono incrociate ad altezza bocca dello stomaco e il parlato fa si che le labbra si muovono [La postura e tutto mi sembra ottimale, poi qualcosa da rivedere visto che poi avremo avversari che ci attaccano e si muovono].. [ mi fa piacere vedere stili di combattimento diversi dall’ordinario ] riferendosi probabilmente a Zefiro e Austro. Il giovane chiaramente da braco maestro non può ignorare quello che ha visto e aggiunge[ il tuo rituale deriva dalla tua devozione ed è davvero bello]per poi fare una confidenza che non ha ancora mai fatto nessuno [ dati i miei poteri delle volte passo nei pronto soccorso della città e guarisco i casi non troppo gravi] visto che può farlo con tanta semplicità. [ten+in]

Hikari:
La Volpe in quel momento di spiritualità mostra che la sua forza non nasce dall’odio, ma da una profonda empatia. Il maestro le ha chiesto di abbattere l’albero e lei, nella poesia del momento, gli ha mostrato come accompagnerebbe una vita verso la sua fine. La ragazza, presa dalle emozioni, si ricompone subito dopo aver posato nello zainetto in spalla quel pezzo di legno rimediato col rituale: due schiaffetti sulle guance, una mano passata ad asciugare le lacrime e un sorrisetto soddisfatto. Si rivolge verso l’altro che nel frattempo le parla; finito il discorso motivazionale, gli risponde con garbo: «Grazie, Maestro! So che ho ancora da imparare sulle questioni di aura e Nen, ma la mia abilità con i ventagli so che è indiscussa, e contro i bersagli mobili sono anche più precisa!» Gli confida, facendogli un occhiolino furbo. Poi riprende alla confessione, questa volta di lui: «Sei proprio un bravo ragazzo… Ho scelto bene allora!» Ride compiaciuta delle poche ma belle parole dell’hunter, che con i gesti altruisti di cui parla le riempie il cuore di una dolce emozione. «Prossimo step? Sono pronta per le nuove istruzioni!» conclude, facendosi sempre più “cazzuta” in attesa di proseguire l’allenamento o passare al secondo.
[Ten+In]

Giggius:
L’hunter si scompone sciogliendo le braccia da quella posizione a x che hanno assunto da diverso tempo, per poi riporre entrambe le mani nelle rispettive tasche, cosi da stare più comodo e cambiare posizione. Giggius non si fa attendere e quasi come se stesse prendendo fiato inizia dicendo[ indubbiamente si deve saper riconoscere i propri punti deboli e i punti forti e già che tu ne sei a conoscenza è una grande cosa] con tono serio e premuroso. Ci sono mille cose che potrebbe farle fare , però decide di voler iniziare facendo un altra domanda[ tu per quanto tempo riesci a mantenere lo stato di Ren? Riusciresti a farci un combattimento?] questo per capire le risorse che ha a disposizione. Nel mentre i passi vengono macinati, cosi che possa man mano ridurre la distanza tra i due e poter parlare meglio [ intanto come compito per casa ti do quello di aumentare sempre di più il tempo che stai in Ren] con tanto di destrosa che si libera dalla tasca e alza l’indice per tenere il passo. Pensando a quello che devono fare attualmente l’hunter decide diversamente [ in verità ho capito a grandi linee, quindi possiamo pure fermarci qui.. secondo me l’ideale per te sarebbe fare pratica] dice per ultimo [ tu hai presente come funziona la torre ? sarebbe un bello strumento di pratica] probabilmente dovrebbe riuscre ad arrivare al 200esimo.

[ten+in]

Hikari:
La bionda torna a poggiare le mani sui fianchi piegando i gomiti. Le gambe sono incrociate, il piede destro davanti al sinistro. Lo osserva spiegare mentre il corpo altrui accorcia le distanze da lei. La coda viene sciolta, lasciando che le onde dorate vengano raggruoppate sulla spalla; gli occhi rivolti verso l’alto osservano il viso del corvino. «Temo, purtroppo, di poter reggere il confronto in battaglia nello stato di Ren solo per una manciata di minuti…» dice precisa, conoscendo il suo corpo e la sua reazione dopo anni di allenamenti. «Poi rischio il collasso, ma come dici tu, dovrei spingermi più spesso oltre il mio limite. Ti renderò fiero!» continua, mantenendo la sua consapevolezza e la voglia di superare i limiti. Poi ascolta ancora l’uomo in silenzio, mentre lui le parla della Torre Celeste, situata lì vicino. «Ho letto qualche articolo quando vivevo a York Shin anni fa… Ma illuminami, non ho idea di come funzioni o che avversari potrebbero capitarmi… Dici che mi tornerebbe utile?» si ferma a riflettere scostando lo sguardo. «Quando ti ho visto in quelle condizioni… non so se sono pronta, ma potrei provare. Mi fido del tuo giudizio!» Torna a guardarlo negli occhi dopo le ultime parole pronunciate. Si aspetta che lui le spieghi, dato che il Maestro è abbastanza soddisfatto dalla sua dimostrazione e vuole proseguire oltre l’allenamento. L’In viene attivato silenziosamente. Poi Hikari si sposta verso la direzione dove è rivolto l’hunter, aggrappandosi al suo braccio sempre se verrà accolta, per proseguire la camminata. Mantiene l’ascolto attento alle parole che seguiranno da parte di lui.
[Ten+In]

Giggius
L’hunter mentre sta camminando verso Hikari scosta la testa verso destra e verso sinistra, per capire se effettivamente hanno attirato l’attenzione e se si quanta. L’espressione serena fa denotare che non ci siano occhi troppo indiscreti in giro, perciò riporta il capo in direzione di Hikari e le iridi color nocciola sul viso soave della volpina. Come poteva immaginare la ragazza, dato per vero quello che dice, non ha una grossa quantità di aura.. anzi e infatti dice [ okok allora non sei ancora pronta per un incontro, che non sai quanto può durare] chiaramente senza usare un tono troppo pungente. Nel mentre sente la ragazza che si avvinghia a lui, e l’effetto è come quello di mettere un gelato al sole in primavera, ovvero si inizia pian piano a sciogliere. Infatti l’hunter ritorna a sorridere con fare dolce, che si intravede benissimo dal taglio degli occhi [comunque sei brava brava, ora ti dico ciò che devi fare] portando le labbra a darle un bacio sul capo, vista la differenza d’altezza. Scosta le labbra dal cuoio capelluto della volpina e continua dicendo [ continua ad allenarti senza sosta con il nen e la torre ora ti spiego come funziona]. Nel mentre sembra quasi che i due stiano per iniziare una passeggiata, con Hikari avvinghiata al braccio dell’hunter e lo stesso che non oppone di certo resistenza[ è una torre da 200 e più piani, dove fino al 200esimo piano ci sono combattenti mediocri per te.. e poi arrivata al 200esimo piano tendenzialmente ci sono tutti utilizzatori di nen] dice chiaramente senza alzare troppo la voce per evitare qualche spione. Il pensiero è quella di portarla vicino al limite, ma non di farla uccidere, quindi continua dicendo[ allo stato attuale potresti arrivare al 200esimo, ma li perderesti probabilmente.. poi diciamo che la mia avventura è un po’ diversa] [ten+in]

Hikari:
Mentre lei gli cammina ancorata e al suo fianco, si lascia accompagnare dai movimenti del ragazzo. Le parole di lui e quel bacio vengono accettati in silenzio. Ascolta come, a suo parere, serva ancora del tempo per poter iniziare il percorso nella Torre, ma è compiaciuta di essere comunque superiore a quelli che, anche se non utilizzatori di Nen, sono sicuramente guerrieri validi. «E se dovessi superarti? O addirittura prendermi il tuo piano? Poi saresti tu mio ospite?» gli dice sorridendo con fare provocatorio ma giocoso. «Poi ti toccherebbe servirmi come si deve… sempre se non vuoi già farlo», continua su quella linea di dialogo, accennando a un tipo di servizio che, tra i due, rimane sottinteso ma chiaro nelle intenzioni piccanti e provocatorie. «Mi piacerebbe ascoltare l’avventura che hai citato, la tua storia e le tue battaglie, le vittorie e le sconfitte…» Hikari ha un amore incondizionato per le storie di vita, e quella del giovane hunter è imperscrutabile. «Dove sei cresciuto? Parlami della tua storia, la tua famiglia.. Cosa facevi prima di diventare Hunter?», gli chiede curiosa come solo una volpe sa essere. Presumibilmente la camminata continuerà, la direzione ancora ignota; quindi, prima che lui possa decidere se confidarsi o meno, gli rivolge l’ultima richiesta: «Troviamo un bel locale dove mangiare e bere, ci dobbiamo rifocillare dopo il viaggio e tutto il resto». Gli rivolge un ultimo sguardo, alzando il mento e la testa a scrutarne la reazione. Poi, con educazione, lo lascerebbe parlare.

[ten+In]

Giggius:
Il passeggio continua verso la zona più centrale della città, infatti a destra e sinistra quella che era una vegetazione florida e ben presente, viene sostituita man mano da edifici e da esercizi commerciali. L’hunter continua a far avanzare piede destro avanti a quello sinistro e viceversa, cosi che possa man mano andare verso qualche localino per mangiare. Nel mentre qualche altra frecciatina viene indirizzata verso di lui, cosi che possa farlo rispondere a tono [ superarmi? Provaci con tutta te stessa… ti aspetto!!] ridacchiando e continuando a rispondere[ ti ricordo che il compito del servire è il tuo ora.. e non mi è sembrato ti sia dispiaciuto] si starà ancora riferendo all’allenamento (?). Sta di fatto che l’hunter viene portato su argomenti più personali, interni, cose che non ha mai rivelato a nessuno. Infatti si prende qualche attimo per pensare e per iniziare dall’inizio, o comunque dalla parte più importante :[ io sono nato in carcere.. perché i miei genitori erano dei medici e curavano i condannati] piccola pausa narrativa[ gli stessi che li hanno uccisi brutalmente per cercare di scappare] la voce rimane ferma, come se ormai la cosa fosse diventata la base del suo credo e non un motivo per soffrire, visto che adesso è solo rabbia per questa categoria. Intanto continua dicendo e narrando della sua infanzia[è da quando ho 10 anni che infatti vivo da solo, ho vissuto nella foresta e sono sopravvissuto solo con le mie forze]. Il racconto sarebbe ancora più ricco di particolari e di aneddoti, però si limita solo all’essenziale [ a 13 anni sono diventato black list hunter e all’età di 23 anni sono diventato single star hunter, essendomi dedicato per tanti anni gli allenamenti].. continua aggiungendo [ ora ne ho 26 e già sai cosa mi piacerebbe fare, non ti nascondo che la seconda stella mi alletta parecchio]sognando sempre più in grande [ten+in]

Hikari:
La ragazza continua a seguire il passo, mantenendosi sempre vicina all’altro, con quel braccio poggiato su quello di lui. Il centro città è leggermente più popolato dello spiazzo di prima, ma ancora non è l’ora di punta serale, quindi i due rimangono indisturbati da possibili folle. L’inizio del parlato di lui risponde alle provocazioni con complicità, strappando alla ragazza qualche risata. «Al suo servizio, mio signore! E.. non ti sfiderei mai, se non per un po’ di sano allenamento; Per il resto preferirei averti accanto in battaglia», conclude, continuando a plasmare il desiderio che potrebbe essere di entrambi: Collaborare dove possibile. Poi, con il silenzio elegante di prima, torna a prestare orecchio all’hunter che inizia lo straziante racconto della sua vita. Hikari volta lo sguardo mentre si lascia guidare dal passo altrui, gli occhi a studiarne ancora una volta i lineamenti, mentre nota il vento leggero che ne scompiglia i neri capelli. Quando lui parla della morte dei suoi genitori, lei si stringe a lui leggermente più forte, d’istinto: un silenzioso “mi dispiace” che non viene pronunciato al fine di non compatire l’altro. La ragazza poggia la testa sulla spalla, tornando a fissare in avanti la strada percorsa. «Sei forte, non tutti possono dire di essere sopravvissuti da soli durante un’infanzia tanto tragica… Persone come te, che hanno obiettivi nobili, a volte possono essere anche troppo… zelanti… Ma credo che ciò che ti serve davvero sia anche un pochino di normalità in tutto questo, spero di potertela regalare». Lì finisce il pensiero di lei, parole ponderate dall’esperienza e dalla sofferenza che, anche se diversa, pure lei conosce… Un piccolo Risto-Bar si scorge sul lato della strada opposto al loro; ormai il cielo è sul punto di imbrunire e delle piccole lanterne accendono quel minuscolo locale, con una cinquina di posti all’aperto. Esso è stranamente ben nascosto in una nicchia interna alla via. «Andiamo lì? Sembra romantico», punta l’indice della mano ancora libera.
[Ten+In]

Giggius:
Il momento del flirt sembra aver lasciato spazio a quello più spinoso del passato del ragazzo.Parole e aneddoti pesanti da narrare e da metabolizzare per chiunque. Lo sguardo rimane fisso verso avanti, quasi come se stesse parlando con il Giggius del futuro e stesse dicendo i motivi per i quali fa tutto ciò. L’hunter apprezza il silenzio rumoroso della volpina , che si tiene forte a lui e che lui con il braccio avvinghiato si tiene forte lei. L’hunter sorride quando sente la parola normalità, e le risposte non tardano ad arrivare[ Normalità? Hai ragione.. probabilmente mi servirebbe] anche se sembra quasi arrivare un..[ma sapendo quanto ho sofferto e sapere che ci sono persone che soffrono per le mie stesse cause, mi da l’obbligo morale di difendere quante più persone possibili]. Nel mentre il pugno sinistro viene stretto sempre di più e il tono si fa sempre più secco e deciso, senza troppi fronzoli [perciò voglio diventare sempre più forte, la mia forza è un valore che misura le vite che posso migliorare.. e ciò mi rende dannatamente felice] per poi aggiungere[ insieme ad altri aspetti che non trascuro] si riferisce ai rapporti umani e proprio al loro?chissà (?). Sta di fatto che un Risto-Bar viene individuato dall’allieva e al commento sul target del locale , i toni si addolciscono nuovamente[ allora possiamo considerare questo un appuntamento e in quanto tale offro io] facendogli anche una smorfietta. [ten+in]

Hikari:
La volpe attinge alle parole di lui, che continua il discorso seguendo la linea di dialogo offerta da lei sulla normalità e sugli obblighi che sente suoi. Hikari non lo giudica né a voce né nel cuore; sa bene anche lei che, per persone così complesse come loro, la vera “normalità” difficilmente può esistere. Lo sguardo si volge alla mano tesa che si stringe in un pugno: lo osserva con dolcezza e gli offre la mano dalla posizione in cui si trovano, andando a intrecciare le braccia verso il basso, con le mani che si uniscono tra loro in un abbraccio stretto, se lui dovesse ricambiare. «Vorrei solo… che quel velo di malinconia non ti aleggi sempre addosso, ma ti capisco bene», dice, lasciando che il discorso termini con quelle parole. I capelli della volpe vanno a dividersi in due ciocche, che si ritrovano a cascare sul seno. Si volta, seguendo presumibilmente il passo altrui e rivolgendosi verso l’altro lato della strada, in direzione del locale adocchiato. «Ah, perché non era già un appuntamento?» gli fa, sorridendogli vis-à-vis. Poi lui si offre di pagare, ma non vi era dubbio sulla galanteria dell’hunter che, anche in passato, aveva molto riguardo per la volpina (o anche recentemente col pacchetto di cioccolatini dimenticati nella tana della volpe). «Grazie Maestro, allora stasera dovrò farti tante fusa», gli dice dolcemente, anticipando una serata di coccole e chissà cos’altro. A Hikari, però, assale un dubbio: «Ho chiuso a chiave il mio appartamento?!». Per un attimo la preoccupazione la assale. «Oh beh… tanto mi dovrò trasferire di nuovo… Come funziona in questo continente?» gli domanda, non essendo esperta di legalese e questioni abitative. Mentre il passo segue la via, i due sono ormai a pochi metri dall’ingresso del locale. Le lanterne proiettano ombre lunghe e calde sui passi uniti della coppia.
[Ten+in]

Giggius:
L’hunter cerca di ignorare la parte riguardo il suo passato e infatti alla frase della volpina non risponde verbalmente. bensi si limita a guardare la figura della donna con le iridi, squadrando il volto e sorridendo tenuamente. Giggius trasforma un sorriso in una risata copiosa, il fare della volpina lo travolge e ride genuinamente [ Mi fai davvero stare bene!] una frase detta con spontaneità e con una disinvoltura davvero inusuale per lui. Sta di fatto che davanti alla serata di coccole, l’hunter prende la volpina per i fianchi la ”gira” verso di lui e con fare molto diretto si avvicina sempre più al suo viso. Non arrivano a baciarsi, ma a davvero pochi centimetri e continuando il contatto visivo diretto il giovane esclama[ non vedo l’ora!] per poi tornare in posizione eretta e direzionando lo sguardo verso il locale. Mentre sono ormai all’ingresso il giovane dice[ ne parliamo meglio quando siamo seduti]. Il personale si dirige immediatamente da lui visto che comunque ha una certa notorietà [ un tavolo per due] afferrando istintivamente la ragazza per mano. [ten+in]

Hikari:
Hikari continua al fianco di Giggius, che ride di gusto dopo averla fissata. Lo fa stare bene, dice; lei non risponde, si limita a guardarlo a sua volta: le ambre sbattono le palpebre dolcemente, quasi a invitarlo a farle altri complimenti. Dopodiché il ragazzo la gira per ritrovarsela davanti; Hikari si lascia trasportare dalla movenza di lui e, quando il volto si avvicina lanciandole uno sguardo profondo, lei ricambia, ammutolita dal momento. Al termine delle parole dell’hunter, prima che possa ritirarsi dalla postura piegata verso di lei, la volpe si alza sulle punte dei piedi per dargli un veloce bacio sul naso, affettuosamente. Poi il passo viene ripreso e Hikari intanto riflette con gli occhi abbassati verso l’asfalto; non si sa cosa le passi per la testa, ma sembra felice dei momenti insieme. L’argomento casa viene lasciato in sospeso, senza che lei se ne faccia un cruccio: in fondo, le basta vivere il momento. I due sono ormai al locale; la mano del “Playboy” va a cercare di nuovo quella di lei, che la concede con grazia. «Wow, ti sono praticamente corsi addosso per servirti», gli sussurra all’orecchio avvicinandosi, alzando di nuovo le punte dei piedi per arrivare al lato del volto di lui. «Fuori, per favore», aggiunge lei. L’ordine viene frettolosamente eseguito dal personale, che libera il tavolino che potrebbe essere il più ambito all’esterno del locale: un luogo confortevole con un muretto di cespugli a delimitarne il confine e separarlo dalla strada. Le lanterne emanano calore e luce, illuminando i volti di entrambi. Una volta davanti al tavolo, gli chiede: «Mi fai sedere?», con l’ennesimo sguardo furbo rivolto verso il ragazzo.
[Ten+In]

Giggius:
La notorietà dell hunter viene prima di lui e infatti i camerieri si prestano subito a soddisfare ogni suo desiderio.Sentendo anche il suggerimento di Hikari l’hunter fa un colpetto di tosse ed esclama [ vorremmo un tavolo fuori, non di quelli ammassati con altre persone e con una candela romantica nel mezzo] qualche chicca che sicuramente fa da ottimo contorno a questo prelibato appuntamento. Una volta preparato il tavolo l’hunter scosta la sedia sulla quale si dovrebbe sedere la volpina [ prego prego] cosi da invitarla a sedere. Solo una volta che la volpina sarà seduto, il torso sarà girato verso l’altra sedia e si accomoderebbe anche lui. Senza nemmeno avere il tempo di chiedere dei menu , che già un paio di quelli con le rifiniture in pelle , vengono adagiati sulla tovaglia. Giggius ne passerebbe una con la sinistra per Hikari e quello nella destra lo prende lui, per poi aprirlo e pogiarsi sopra le iridi [ la parte più difficile.. capire cosa mangiare!!] [ten+in]

Hikari:
Il servizio sembrerebbe ottimale; Hikari rimane sorpresa da come l’hunter venga accontentato velocemente, ma non se ne fa un problema: in fondo non è mai stata a Padokia, quindi presume sia l’educazione locale. «Qui sì che sono professionali! Ci credo che hai voluto prenderti il tuo posto nella Torre Celeste: già la città è più pulita, mettici anche l’ottimo servizio…» dice subito dopo essersi seduta con l’aiuto del galantuomo. «Grazie», gli sorride, mentre le sue mani vanno a scostare i capelli sulla schiena, raggruppandoli in una coda leggera; la posizione viene sistemata con un movimento di bacino, le gambe a incrociarsi una sopra l’altra elegantemente. All’arrivo dei menu e della candela accesa sul momento a centro tavolo, Hikari ne raccoglie uno, sfiorando con la sinistra la mano di lui. «Dici che sarà difficile? Io non ho idea di cosa si mangi qui, quindi sicuramente sei più esperto…». Apre e osserva il menu, abbassando leggermente il capo, gli occhi rivolti verso le pagine sfogliate in cerca del pasto ideale. Dopo qualche minuto passato a studiarne il contenuto, riprende parola: «Io ho scelto!». Attenderebbe poi che anche l’altro sia pronto, mantenendo quello sguardo luminoso che la candela rende ancora più vivido.

Giggius:
Il giovane fa sedere l’allieva e mentre quest’ultima rimane impressionata per il servizio che stanno offrendo , ci tiene a sottolineare[è perché ci sono io, e quando vedono qualcuno di conosciuto fanno cosi] insomma non vuole tirarsela, però è oggettivamente la verità.L’hunter alza il braccio al cielo con l’estremità che da mano diventa a indice, che punta il soffitto. Immediatamente un paio di cameriere si presentano subito al tavolo e con fare deciso ordina per entrambi [ vorrei le vostre specialità, 1 per tipo cosi possiamo assaggiare un po’ di tutto e 1 bottiglia del miglior vino che avete] lascerebbe a loro gli abbinamenti, visto che non ne capisce. Giggius porta le iridi verso la volpina e continua la spiegazione della torre celeste dicendo [ per quanto riguarda la torre una volta arrivati al 200esimo piano dovrai vincere 10 volte per far si di poter sfidare un signore di piano e poi successivamente vincere per accaparrarti il suo posto] sperando di essere stato più chiaro possibile. Nel mentre le mani sono appoggiate alle sue gambe , come il galateo comanda. Prima che possa fare altre domande vuole argomentare ancora di più [ se prima di queste vittorie accumuli tot sconfitte , vieni cacciato via dalla torre.. caso contrario fai un sacco di soldi ] anche se il suo fine non è quello chiaramente.

Hikari:
La donna torna a osservare l’altro, che nel frattempo ordina ogni piatto del menu per entrambi. «Oh… proprio così? Bene, speriamo siano piatti buoni!» ride di gusto, mettendosi una mano davanti alla bocca. Poi torna a guardarlo, mentre il menu viene lasciato in disparte sul bordo del tavolino in legno. La fiamma della candela si muove leggiadra, intensificando lo sguardo della volpina dagli occhi dorati che lo fissa intensamente, ricambiandolo. Poi lui riprende il discorso sulla Torre Celeste e lei poggia la testa tra le mani, con i gomiti piazzati sulla sua porzione di spazio. Lo ascolta prima di proferire: «Sembra difficile, una sfida adatta a me… scalare duecento piani, arrivare all’ultima prova senza essere cacciati e sconfiggere uno dei Signori di Piano. Un’impresa ardua, senza dubbio. E tutti hanno… beh, le nostre capacità; dovrei allenarmi un pochino di più. Stasera, allora, non ci fermiamo tutta la notte». La sentenza viene data: «I soldi non mi interessano, ma la fama… Vorrei essere una famosa cantante, e sicuramente essere Signora di Piano potrebbe essere una marcia in più per condividere il mio talento artistico con il mondo e, magari, fare del bene nel mentre». Intanto, anche il vino viene mostrato ai due con fare elegante dal cameriere. Hikari sempre in quella posizione, stringe gli occhi, spostando leggermente lo sguardo per un istante dal corvino al servizio; nota un leggero tremore in quest’ultimo. «Chi assaggia?» chiede presumibilmente l’uomo, dopo che i calici sono stati posti davanti a loro.
[Ten+In]

Giggius:
L’hunter inizia lo spiegone e vede che la volpina è molto attenta a quello che sta dicendo e ciò lo rende felice. A tratti il giovane gesticola con movimenti ampii e circolari di entrambe le mani, come se volesse quasi mimare tutta la scalata e in ciò vengono implicate anche le mani e le dita che si uniscono in questi movimenti. Giggius continua e conclude la spiegazione vantandosi e dicendo [ saresti una cantante fortissima, la cantante più forte al mondo!] .. per poi parlare di se [ considera che io ho un attivo di 11 vittorie e 0 sconfitte e ho sconfitto Cetus che era imbattuta da 20 anni.. per ora sono imbattibile] ridacchiando e tirando addirittura fuori la lingua. Chiaramente non lascia passare via le provocazioni e infatti avvicinandosi ulteriormente risponde[ penso che stasera suderai tanto.. non ti garantisco che riuscirai a camminare con le tue gambe] infatti come ha detto lei oggi il nen porta al limite il corpo . L’hunter alla domanda dell’assaggio, come ogni gentlemen che si rispetta risponde[chiaramente la signorina] accompagnando il cameriere con il gesto della mano a palmo in su e direzionandolo verso Hikari. [ten+in]

Hikari:
La ragazza continua l’ascolto, ammirando l’hunter internamente e ascoltando le sue spiegazioni, condite con un leggero vanto qui e là. «Ecco perché mi devi difendere! So gestirmela nel combattimento, ma l’eroe salva sempre la donzella in pericolo…» continua a scherzare, piazzandosi scherzosamente nella posizione della principessa. «Undici a zero… e Cetus. Beh, mi toccherà superarti allora!» Aggiunge poi, scostandosi dal pensiero di prima ma mantenendo comunque il momento di svago mentale. «Beh, lo spero, ma ovviamente c’è strada da fare. In questi cinque anni sono stata impegnata a scannare carcasse e difendere il villaggio, ma rincorrere il mio sogno rimane la priorità. Spero che mi tornerà utile ogni mia conoscenza; probabilmente, come dici tu, la Torre Celeste potrebbe essere un buon trampolino di lancio e potrei anche aprirmi uno studio discografico se dovessi vincere il premio finale della battaglia». Poi arriva il sommelier che, al cenno di lui, si piazza con leggiadria accanto alla signora del tavolo. La volpe lascia la sua postura comoda e forse anche un po’ sgarbata: si sistema a schiena dritta con le mani poggiate sulle cosce, copiando quasi l’hunter. Prima che la bottiglia si inclini, intercorre tra i due un brevissimo scambio di sguardi, un tacito accordo. Il vino scivola nel calice: un ruscello cremisi che danza contro le pareti di cristallo; al termine, un leggero movimento rotatorio del polso recide il filo del liquido, impedendo alla goccia di cadere. Nell’attesa del terzo “incomodo”, il calice viene sollevato per lo stelo dalla nostra volpina, evitando che il calore della mano alteri la temperatura del nettare. Lo inclina contro la luce, osservando la “gonna” del vino e i bagliori rubino del rosso. Accosta il cristallo al viso senza ancora muoverlo: è un incontro timido, un profumo che sussurra. Una volta allontanato, con un movimento rotatorio impresso dal polso destro, invita il liquido a sprigionare la sua anima; il primo sorso è piccolo, quasi una cautela della volpe che ne distingue i sapori sanguigni. «Andrà benissimo, grazie», conclude. Il sommelier versa il resto del bicchiere a lei e poi a Giggius, per poi lasciare la bottiglia sul tavolo e allontanarsi. «Ti ho mai detto che mia zia Merida, quella che è stata attaccata, è un’esperta di vino?» In realtà è solo un’alcolizzata, la vecchia strega. Hikari torna a dirigere tutta la sua attenzione all’hunter: «Raccontami di più, come hai sconfitto Cetus?».

Giggius:
L’hunter accoglie le provocazioni con il sorriso e con un fare abbastanza deciso commenta le frasi della volpina [sicuramente ti farà diventare famosa, però per essere una cantante famosa dovresti diventare un hunter musicale , forse quello è più indicato.. o anche entrambe] insomma, farsi conoscere. Giggius aspetta che la bevanda etanolica possa creare la prima ondata brusca e poi quei continui movimenti oscillatori, fino a quando il bicchiere possa considerarsi mezzo pieno, o mezzo vuoto.. dipende dai punti di vita. Sta di fatto che l’hunter prende con indice e pollice lo stelo del calice e alzandolo in aria, come se volesse brindare, esclama[ a noi!] guardandola fissa negli occhi. L’hunter inizia ad allungare la mano mancina verso quella della donna, come se volesse accarezzare il palmo della sua mano con il pollice e le labbra continuano a schiudersi per il parlato[ non deve essere stata semplice per te.. il tuo percorso.. mi raccomando predi la strada che ti appartiene] riguardo a torre, cantante e via discorrendo. Per quanto riguarda la sua parentela, approfitta per collegare una domanda[ pensa.. ma invece l’uso dei ventaglia deriva sempre da qualcosa di famiglia?] mentre il calice viene portato alle labbra per inumidirle una seconda volta dopo il brindisi. L’hunter, dopo aver sentito il tutto comincerebbe a rispondere in parte al quesito Cetus[ ho dovuto usare pozioni che potevano stendere 50 balene.. colpi super potenti e aiutato anche dai miei artefatti.. per non parlare delle mie abilità fisiche, come ben sai].[ten+in]

Hikari:
La ragazza si lascia spiegare quali passi si potrebbero fare, anche riguardo al lavoro da Hunter. «Hunter Musicale? Cosa fanno? In generale non siete dei cacciatori di taglie?» domanda confusa. Poi, una volta versato il vino, lui propone un brindisi: «A noi allora». I bicchieri vengono portati l’uno a baciare l’altro in un sonoro tintinnio: «Cin cin», dice lei, mentre lo sguardo rimane fisso negli occhi dell’hunter. Segue poi il secondo sorso dopo l’assaggio. Quando l’uomo allunga la mano sinistra, lei la osserva mentre la propria destra viene gentilmente accarezzata, poggiata sul tavolo. «Non è stato difficile, ma nemmeno semplice: è stato solo necessario», conclude con una strana solennità nella voce, forse frutto di semplice consapevolezza. «Sì, ora non voglio più avere paura, o lasciarmi fermare da nulla», aggiunge dopo l’incoraggiamento del ragazzo nei suoi confronti.La volpe lascia che l’altro parli, mentre con la sinistra si serve un nuovo sorso, regalandolo alle labbra, poi poggia il calice. Segue la domanda sulle sue preziose armi. «Vedi…» dice con voce calma, accompagnando il discorso con un gesto lento della mano, «c’è una bellezza feroce nel Tesoro degli Yoshimoto. Non sono semplici strumenti; sono l’equilibrio perfetto tra il soffio e la tempesta. Li chiamiamo Zefiro e Austro, come i venti, e non è un caso. A prima vista sembrano delicati, ma la loro ossatura è un paradosso. La lega metallica è stata forgiata attraverso sbalzi termici violentissimi». L’attesa del cibo continua, quindi riprende, mentre nel frattempo cerca il pacchetto di sigarette nello zainetto poggiato sullo schienale della sedia, accendendone una appena possibile. «Ma il vero segreto, quello che richiede una destrezza che va oltre il semplice addestramento, risiede nei bracciali. Dentro ogni polsino si cela un “bracciale del ritorno”. Un sottile filo di nylon trasparente. Se decidi di scagliarli, non li stai perdendo; li stai solo lasciando volare. Un meccanismo ad energia cinetica li richiama a te in un istante, pronti a tornare nel palmo della mano come uccelli predatori». Un’arma da corpo a corpo che può trasformarsi, in un battito di ciglia, in una minaccia letale a distanza. «Si dice che chi non possiede sangue Yoshimoto non riesca a tenerli e che essi si aprano tranciandone le mani… ma credo che questa sia solo una leggenda. Sono un’ottima arma e un cimelio preziosissimo, per noi ovviamente», conclude la lunga spiegazione con un tiro profondo. La testa viene portata verso la strada per espirare, al fine di intossicare il meno possibile l’altro. «Mi sono lasciata trasportare?» gli chiede con un sorriso imbarazzato. Poi segue la spiegazione di lui sulla battaglia. «Eri dopato quindi?» ride divertita, punzecchiandolo al suo solito. «Ti sei guadagnato il tuo titolo, sono fiera di te, anche se mi hai fatta preoccupare…». conclude facendogli i soliti complimenti che andranno solo a gonfiare l’ego dell’altro, ma lei ne è felice. A questo punto il servizio arriva al tavolo: i primi antipasti, formaggi e salumi vari, nonché piccoli stuzzichini tra olive e frutta secca. Non manca l’insalata russa che, nel continente, sembra essere una prelibatezza obbligatoria.

Giggius:
L’hunter si trova a tavolo con la ragazza che si sta confidando riguardo i suoi sogni e desideri, il capo annuisce e i gomiti vengono appoggiati sul tavolo, mentre le mani vanno a sorreggere il mento [ uhmm gli hunter musicali…] bella domanda,anche perchè lui conosce solo Jacqueline [cercano antichi strumenti musicali, fanno concerti , sono famosi… dai tutte quelle cose che farebbe una persona famosa]tono e fare molto confusionario che cerca di dare quante più informazioni possibili. La storia delle armi e dalla famiglia di Hikari ha colpito parecchio l’hunter, infatti rimane fisso ad ascoltarla e la fa continuare senza interromperla fino a quando [sembra tu abbia trovato il tuo equilibrio.. non è da poco ]. L’hunter torna a parlare delle sue imprese a quanto pare, infatti si bivacca un pò e dice [ ma che dopato.. tutta farina del mio sacco!! Però ho parecchi assi nella manica e non ] ridacchiando sotto i baffi. All’improvviso una svampata di cibo buonissimo arriva ai suoi recettori nasali, l’hunter sobbalza e gira il capo verso il cameriere che arriva . le iridi vanno a posarsi prima sul piatto di sinistra, nel quale possiamo trovare un fillet minion cottura sangue con tanto di reazione di Maillard e con un contorno misto tra delle patate al forno con buccia e un insalatina condita con probabilmente olio e limone. Mentre sulla destra possiamo trovare una tagliata di scottona scaloppata in 12 pezzi , dal più piccino al più grosso con cottura omogenea e con quei granelli grossolani di sale maldon , imbevuti di miogoblina della carne. Vicino a questa tagliata c’è una cicorietta ripassata di tutto rispetto. Il cameriere aspetta di capire di chi sia cosa, l’hunter non volendo decidere per la volpina , la osserva e dice :[ prego prendi pure quello che vuoi]. [ten+in]

Hikari:
La volpina, finito il suo discorso sui Tessen e ricevuta la risposta dall’altro, riprende il suo turno d’ascolto, annuendo alla bisogna, interessata a sua volta dal racconto di lui. «Molti, moltissimi assi… soprattutto quello di Bastoni!» ridendo, cita i suoi amati tarocchi, e in particolare la carta che nasconde un significato molto… spinto. Tossisce furbamente, quasi a implicare l’ovvio. «Una sorta di equilibrio, non ci si lamenta. Molte cose devono ancora arrivare verso di me, e io dovrei muovermi per ottenerle. Ma ad oggi, mi basta ancora godermi una bella serata e, soprattutto, la compagnia di un bell’uomo…». Di quale bell’uomo si parli non si sa, anche se lei continua a fissarlo senza distogliere lo sguardo dai suoi occhi, portando alla bocca con la mano non impegnata a essere accarezzata, un tiro di sigaretta dopo l’altro, fino a finirla. Intanto, tra antipasti, primi e secondi, la scelta ricade sulla testa bionda di lei. «Condividiamo i piatti e assaggiamo un po’ di tutto entrambi, no?» suggerisce, mentre l’odore della carne al sangue le raggiunge il nasino all’insù, inondandone le narici. «Sembra tutto squisito!» Direbbe con quasi la bava alla bocca e gli occhi a stellina. L’interesse maggiore è rivolto alla scaloppina e all’insalata; I due, vengono elegantemente serviti dal personale. Nella scelta della bevanda non alcolica: «Acqua naturale per me, e per il gentiluomo…» lo lascerebbe continuare. La luce della candela illumina lo sguardo di Giggius in un’aura molto romantica. «Ehhh…» sospira sognante, lasciando che il commento segua: «Sei ancora veramente più bello di quanto ricordavo… Strano come ilò tempo possa cambiare la ppercezione di chi siamo o siamo stati agli occhi degli altri, non trovi?». Lo sguardo rimane sempre fisso, ma la mano ora si sposta ad afferrare la forchetta, pronta ad azzannare le delizie.

Giggius:
L’hunter sorride all’ennesima battutina provocatoria da parte dell’allieva, che forse stasera voglia fare altro allenamento(?).Sta di fatto che i due piatti vengono ulteriormente porzionati in 2 piatti diversi e serviti poi rispettivamente alla donna e all’uomo. Per quanto riguarda la bevanda il giovane ha gusti molto bambineschi e infatti inizia a sorridere prima di guardare fissamente il cameriere e dire:[ vorrei una gassosa grazie] non proprio la cosa più virile di tutte, ma de gustibus(?). L’hunter riguardo l’osservazione fatta dalla volpina, porta subito le iridi dal cameriere alla chioma bionda della ragazza e le risponde in maniera profonda[ perché noi siamo lo specchio delle nostre esperienze e queste ci possono segnare in meglio o in peggio..] cercando di non arrossire[ ti ringrazio comunque.. ] sorridendo e chinando un po’ il capo. L’hunter ha anche un giudizio da esprimere verso la ragazza e questa è proprio l’occasione migliore. Infatti la posizione ritornare quella di gomiti sul tavolo e mani che supportano il mente, facendo anche delle grinze all’indumento superiore [ anche tu sei molto bella.. sei molto più donna ora! Si vede che ne hai passate in questi anni e spero vivamente tu possa splendere sempre di più] portando lo sguardo penetrante dalla volpina alle posate, cosi da poter iniziare ad addentare qualche pezzo di tagliata. [ten+in]

Hikari:
La serata sta continuando bene, tra complimenti e assaggi di vino e cibi locali e non. Hikari, che nel frattempo sorseggia dal calice di cristallo, continua a prestare attenzione ai loro giochi di sguardi e ai vari momenti romantici. L’ordine della gazzosa la fa sorridere e probabilmente ne pretenderà un sorso. Oltre a questo, le parole le arrivano chiare. Tra i due la complicità è tanta, così come l’evidente attrazione, tanto mentale quanto fisica… «Grazie. Piano piano si cresce e si migliora; come hai detto tu, siamo la somma delle nostre esperienze», afferma concordando con la visione dell’altro. Le gambe vengono scavallate, e un leggero movimento di bacino è notabile in quel momento. «Avere vent’anni ed essere soli nella grande città non è facile, lo sai anche tu. Dal tuo vissuto hai imparato, e io dal mio. Questo è quello che ci rende maturi… Anche se a volte mi sento ancora una bambina…» La volpina continua, poi arrivano i complimenti di lui che la fanno arrossire le gote dove di istinto porta le mani: «A te piace farmi diventare rossa come un peperone!» gli dice coprendosi anche gli occhi e sorridendo; poi le mani vengono poste elegantemente sul bordo del tavolo. la forchetta recuperata ancora con la destra e «Buon appetito», i primi bocconi arrivano alla bocca… Un piedino potrebbe essere sentito dall’altro, sotto al tavolo, mentre va ad accarezzare la gamba altrui. Segue un occhiolino simpatico. «Cosa facciamo dopo cena? Mi fai vedere il tuo piano? Continuiamo l’allenamento di cui parlavamo… magari con qualche coccola…» chiede prima di addentare un pezzo di carne, seguito poco dopo dall’insalata. Dopo aver deglutito, aggiunge: «Potremmo metterci un bel film e riprenderci dalla giornata, anche…» >Continua anticipando la serata. Certo, i due utilizzatori d’aura non si stancano così facilmente, ma rimangono entrambi umani… o meglio, “mezzi umani” e bisognosi di svago.
[Ten+In]

Giggius:
L’hunter fa arrossire la volpina e ciò lo fa sorridere di gusto, infatti continua ad avere un espressione rilassata e a fare movenze fluide, come se si trovasse a suo agio e non fosse impostato. Giggius inizia a mangiare in tranquillità la sua pietanza, con la sinistra ha afferrato la forchetta con i 3 dentini e con la destrosa il coltello, cosi da poter porzionare ulteriormente i pezzi di carne e assaporarli al meglio. Mentre la forchetta infilza i vari contorni, per poi finire sulla fonte proteica, aggiunge :[ lo so benissimo io a 10 anni ho vissuto in una foresta visto alla prigione, scappando dalle guardie ] effettivamente non un infanzia cosi facile. Il giovane sente un piedino piccolo e coccoloso che accarezza le sue gambe, sicuramente non aspettato e infatti il boccone che sta per mandare giu ha fatto diversa fatica a proseguire la sua strada[ sisi , essendo chiaramente che siamo lontani da casa tua, ho dato per scontato che dormissi con me stasera] ammiccando sopra al tavolo e ricambiando un piedino sotto allo stesso. Le parole della volpina lasciano immaginare come non, forse a discrezione dell’interlocutore? sta di fatto che il gioco non viene di certo interrotto dall’hunter [la notte è lunga e possono succedere un sacco di cose.. o risuccedere] cosa avrà voluto dire lo si potrà scoprire solo stasera. [ten+in]

Hikari:
La ragazza, e presumibilmente Giggius con lei, continuano la piacevole conversazione, tra un boccone, un sorso di vino e l’altro. Hikari che intanto gli domanda. <> E’ sconvolta dalla realizazione che la storia è effettivamente il peggio del peggio.Poi attenderà il solito spiegone del suo maestro, anche lì interessata a scoprirne di più. Intanto che i due si “Coccolano” facendosi piedino piedino, Hikari nota l’espressione stupita, ma nascosta dal boccone che cercava di scivolare nella gola di lui, accentuandone probabilmente il pomo d’adamo. Tutto il gesto che, possibile sia involontario, diverte Hikari, inoltre lei soffre anche un pochino di solletico e le potebbe scappare una risata, ma solo dopo la fine del drammatico discorso di prima. <> Lo guarda divertita prendendola a ridere, fose l’hunter si è dimenticato le sue stesse parole.. potrebbe assomigliare a qualcuno di sua conoscenza. O forse si sta ritirando, risposta che arriverà solo grazie all’altro. <> Insomma i due l’intesa l’hanno trovata, e sicuramente la serata finirà in chissà quale modo, tra coccole, chiacchiere e probabilmente un pochino di relax magari un bel bagno caldo per lavarsi via la giornata prima di dormire. Ma ancora è presto, Hikari è piena a tappo dal mangiare, quindi si scioglie sulla sedia spalmandosi come un gelato al sole, la testa rivolta in alto <> proferisce, uno sguardo riflessivo segue la frase, e si rimette composta quasi subito per riprendere <> conclude.

giggius:
L’hunter pensando al suo passato posta la forchetta e il coltello cosi che possa commentare e raccontare come le cose siano effettivamente andate secondo lui [ io ho il presentimento che il carcere insieme ai detenuti si siano coalizzati e abbiano voluto far fuori i miei perché scomodi].. per poi continuare [ anche perché hanno sempre avuto metodi poco ortodossi in quell’ambiente] . Insomma non il massimo dell’allegria,anche se l’espressione facciale rimane quasi impassibile e il tono non subisce nessuna cadenza particolare. Mentre riguarda la sua permanenza nell’appartamento del signore di piano il giovane, abile prestigiatore di frittate, risponde dicendo [non eri tu quella che voleva vedere come andavano le cose?] ridacchiando a sua volta. Vedendo che si è in procinto del dolce e che comunque l’hunter e la volpina hanno ormai un feeling già consolidato, alla eventualità che possa succedere qualcosa la risposta è abbastanza tranquilla[ vediamo che dolci possiamo prendere.. anche perché nessuna storia interessante è nata da una foglia d’insalata , giusto?] facendo un cenno ai camerieri, che dato la sua importanza hanno sempre o quasi un occhio su quel tavolo. [ten+in]

Hikari:
Ascolta ancora una volta l’altro mentre racconta la sua storia, aggiungendo qualche dettaglio che, ovviamente, è ben più grave della semplice rivolta andata male. «Wow… deve essere stato terribile. Scusa se sono stata indelicata, ma vorrei solo capirti meglio..» Conclude con tono pacato e gentile, andando a poggiare la mano destra sul tavolo per provare a raggiungere quella di lui. La testa rimane in posizione di riflessione e ammirazione, leggermente spostata sul lato sinistro ad osservare le movenze altrui. «Avevo detto che sarebbe stato carino vedere come funzionava con la convivenza, ma se non ti senti pronto lo capisco bene. Certo, se ci dobbiamo vedere, un viaggio di minimo sette ore mi sembra molto… poi io non ho un drago!» Ride divertita ancora una volta, sempre portandosi l’altra mano alla bocca. «Sarebbe solo bello svegliarsi con quel faccino accanto». La sinistra va a prendere l’ultimo sorso nel bicchiere. Poi poggia la testa sulla mano liberata dal calice, col braccio che poggia sul tavolino, probabilmente svuotato da piatti e piattini al termine di una pietanza e l’altra. Intanto arriva anche per Giggius l’ora del dolce, quindi la frase che lui pronuncia la fa sorridere: «Beh, come si dice… “Dulcis in fundo”…» Ammiccando come suo solito, con fare flirtante. Ricorda il menu e, al momento di ordinare il dessert, lascerebbe la prima scelta all’altro, seguendo poi con la sua: «Una fetta di torta meringata».

Giggius:
L’hunter rimane in silenzio quando si parla del suo passato per far si che l’argomento vada man mano a scemare. Giggius preferisce pensare al presente e massimo al futuro, infatti non c’è nemmeno risposta a quell’affermazione .L’uomo sentendo queste parole prende con la destrosa lo stelo del calice, cosi che possa rivolgerlo verso la ragazza e dire [ cosi sia!! A noi e alla nostra convivenza!] tono sicuro ed espressione rilassata allo stesso tempo, i muscoli facciali non sono eccessivamente contratti e le fossette in rilievo. Giggius dopo questo brindisi rivolge lo sguardo al cameriere per quanto riguarda il dolce, anche su questo il suo gusto è molto semplice :[ per me un tiramisù doppio] la voglia di dolce è un qualcosa che non riesce proprio a dire di no. il capo si volta verso destra per far si che le iridi nocciola possano osservare le bionda chioma e pone la domanda[ solo che dovremmo tornare comunque da te per prendere le tue cose.. prima o poi questi vestiti li dovrai togliere e lavare.. e poi?] ridacchiando dietro il bicchiere ormai vuoto, che trova posto sul tavolo [ten+in]

Hikari:
La ragazza nota che l’argomento è delicato, quindi dopo le ultime parole lascia andare anche lei quel momento, lieta di concedere a entrambi leggerezza per il resto della serata. poi la frase di Giggius, che da una parte sembra anche troppo sicuro. <> brinderà con il bicchiere che prima da vuoto è stato riempito il giusto per l’ultimo brindisi e sorso, la bottiglia è ancora a metà dato che entrambi ne hanno bevuto a malapena. socchiude gli occhi a studiarlo per un momento, e con dolcezza continua a fargli piedino, poco prima di rimettersi la scarpetta prima rimossa, è il momento del triplo dolcee, due tiramisù e una fetta di torta, probabilmente già pronti perchè richiedono veramente poco tempo dalla comanda al tavolo dei due, senza contare l’influenza del Signore di Piano seduto in fronte alla volpe. <> Finisce la frase ammiccante dell’Hunter, continuando sempre su quella linea di dialogo, frequenza su cui i due viaggiano perfettamente mano nella mano poi torna sul discorso importante <> Gli chiede prima di addentare il boccone di torta servito col cucchiaino alle labbra dalla mano sinistra. Poi continuerebbe <> sorride, felice.

Giggius:
Giggius ascolta attentamente le parole della volpina, anche se è molto concentrato sul doppio tiramisù. Il dolce si presenta stratificato bene con la farcia in bella vista e il biscotto inzuppato nel caffe in modo a doc, cosi da risultare piacevole e non invadente. L’hunter , prima di scofanarsi tutto il dolce per se prende un sostanzioso cucchiaio di tiramisù e con fare poco aggraziato vuole imboccarla [ vai vai prendi tutto] riferendosi al dolce che le sta dando. L’hunter sentendo le sue frecciatine decide di imporsi definitivamente , infatti senza troppi giri di parole dice:[ okok appena finito i dolci allora andiamo direttamente da me, cosi ti faccio vedere dove starai.. ] che l’ormone abbia preso il sopravvento o ha un emergenza bagno(?).Il povero Draco che viene visto come un mezzo di trasporto che altro, fa si che l’hunter porti le mani alla pancia con fare plateale e dice :[ e no tesoro, Draco domani ha da fare.. domani iniziano gli allenamenti seri ] continuando ancora per un po’ e ricomponendosi. Il giovane detto ciò aspetterebbe che la ragazza finisca il dolce, per poi lasciare il conto già pagato. Dopo quella cena tranquilla il giovane scorterebbe Hikari presso la sua dimora facendo una passeggiata tra la notte e i passanti che ormai hanno affollato le strade della città. [ten+in][chiusura]

Hikari:
La ragazza continua a gustarsi quella fetta, che è ancora solo al primo boccone, mentre l’altro ragazzo riprende la parola. Poi le offre una cucchiaiata abbondante del suo tiramisù; Probabilmente il secondo, vista la foga del giovane. Hikari si protrae verso l’hunter per accettare quel boccone offerto con tanto amore… e qualche parolina sconcia, passata quasi in sordina. «Mhhhh… buono!» dice, prima che l’uomo riprenda il discorso su Draco e i vari allenamenti, annuendo mentre un altro boccone del proprio dolce viene consumato. Poi l’inaspettata fretta: il corvino ha accettato la sfida tra lui e la stufetta e non ha alcuna intenzione di perdere. «Bene allora, sono pronta! Possiamo anche andare ad allenarci come si deve!» esclama, finito finalmente l’ultimo boccone. Poi segue Giggius, appiccicandosi al suo braccio come all’arrivo al locale. I due passeggeranno tra una chiacchiera e l’altra, diretti alla dimora del Signore di Piano.
[Ten+In] [Chiusura]