Due Bicchieri Al Randagio

La mia quinta ruolata con Yosuke.

Locazione: [Yorbian, York Shin, Il Randagio]

Yosukekun
[Randagio] Giacca di pelle nera su felpa grigio scuro aperte a rivelare una t-shirt nera con su inciso in caratteri scarlatti la scritta “nobody’s fault but nine”, jeans chiari sdruciti alle ginocchia con una cintura dalla spessa fibbia metallica legata alla vita dal cui lato destro pende il fodero nero di Zabimaru con su inciso in caratteri scarlatti da Leah “slaughter”, mentre i piedi sono infilati in un paio di scarpe da ginnastica blu scuro dai lacci celesti, ecco come si presenta il nostro Sterminatore mentre come se nulla fosse se ne sta seduto ad uno degli sgabelli del locale. Volto noto sia per l’essere stato uno dei Leader di Edo, che per l’esperienza nel Judicator e di recente come candidato per la referenza è riconoscibile nonostante quest’oggi metà del volto, quella destra, risulti fasciata da alcune bende che ne coprono la ferita fresca ricevuta da Volkar. Bendaggio che tra l’altro copre anche l’altra cicatrice, ben più vecchia, che parte dalla fronte e gli arriva a metà del volto causatagli dal Conte qualche anno prima, mentre la porzione di orecchio mancante a sinistra è celato quasi completamente dalla folta chioma bionda. Sotto l’occhio sinistro è visibile la presenza di occhiaie profonde, mentre la barba vecchia di un paio di giorno si intravvede nella porzione di viso libera da bendaggi. Per quanto riguarda il resto dell’oggettistica un anello in osso è presente al mignolo destro, mentre portafogli e cellulari sono infilati nelle tasche dei pantaloni e il lettore multimediale in quella sinistra della giacca. 〈Riempimelo di nuovo.〉 -secco verso il barista prima di socchiudere un attimo gli occhi, sul viso giusto un accenno di stanchezza ma nessuna altra particolare emozione.

Hikari
[randagio] Hikari si trova ancora una volta al Randagio. Il bar stranamente non è pieno di ubriaconi starnazzanti, i clienti sembrano mormorare e borbottare, comportamento anomalo in quel luogo sicuramente. La ragazza indossa un tubino nero a maniche lunghe, sopra una giacchetta impellicciata. Alla spalla la borsa nera che contiene i suoi beni (Tessen, Cellulare, Portafogli, Tarocchi, Sigarette e Accendino). Ai piedi degli stivaletti in pelle nera con tacco alto, gli arrivano alle ginocchia sotto ai quali porta dei leggings neri. Le chiome dorate, lasciate scivolare sulla schiena, acconciate a boccoli. La testa coperta da un berretto di lana nero e una sciarpa a coprirle il collo, questa di colore bianco cenere. Appena entrata si avvicina con passo spedito al bancone, sedendosi accanto al ragazzo bendato, di cui non si cura, almeno finche non lo nota. “Una sambuca doppia, con ghiaccio”. Chiede con tono gentile al barista, dopo aver lasciato ordinare Yosuke. Poi lo guarda, nota i bendaggi e le ferite, la barba incolta, le occhiaie. Gli rivolge la parola. “Nottataccia?” Chiede con tono un po’ allarmato ma gentile. In attesa di una risposta, si spoglia del giacchetto della sciarpa e del berretto, poggiandoli sulle gambe. Poi tira fuori il pacchetto di sigarette dalla borsa e se ne accende una, imitando qualche altro cliente fumatore. Poi attende.

Yosukekun
[Randagio] 〈Credi che a un certo punto finiscano di poter essere definite nottatacce e diventino la normalità se si ripresentano costantemente.〉 – flemmatico nel tono di voce, risponde senza ancora nemmeno osservare l’interlocutore, tutto concentrato con lo sguardo sul barista che va riempiendo un bicchiere già usato (si spera dal biondo) di liquore ambrato. Solo quando l’hunter ha finito di osservare l’operazione compiuta dall’uomo, quasi non si fidasse non lo condisse con sputo o altri esaltatori di sapidità(?), lo sguardo viene rivolto verso la donna che gli ha rivolto la parola. Attende che gli venga servita l’ ordinazione senza fiatare e solo allora sospira e scuote il capo -〈… sai, al randagio non dovresti ordinare alcolici con ghiaccio … Già diluiscono l’alcol con l’acqua al 90% … se ne metti dentro altra … Finisce che bevi una di quelle acque al gusto aromatizzato che vendono nei supermercati.〉 -ironico, socchiude l’occhio destro prima di farle un ulteriore invito -〈… A meno che non lo bevi in un sorso.〉 – e per darle il buon esempio fa proprio quello con il proprio whisky, facendolo scendere nelle fauci in meno di un secondo, per poi far sbattere il bicchierino sulla superficie lignea del bancone e esclamare secco :〈… Fammene un altro, doppio.〉 -dopo quella ordinazione, pur tenendo d’occhio di sottecchi il dipendente del locale, finalmente si volta completamente in direzione della donna, guardandola per qualche attimo -〈… Yosuke Kunashi, in caso tu non lo sappia.〉 -il tono di voce sarcastico, mentre si presenta -〈 … E la mia compagna di bevute stasera è?〉 -domanda, dando per scontato probabilmente che si intratterrà con lui a parlare … Probabilmente perché, come sempre nei bar, difficilmente perde occasione di attaccare bottone con coloro che non sono troppo intimoriti da lui.

Hikari
[Randagio] Finalmente l’ordine della ragazza gli viene servito. “Costantemente? Devi aver fatto proprio un brutto incidente, se qualcuno non ti ha ridotto così”. Afferma la ragazza chiedendosi come si sia procurato quelle ferite bendate. “Tranquillo, quando bevo alcolici, li mando giù velocemente”. Replica deglutendo la bevanda in un sorso, facendo attenzione a non strozzarsi col ghiaccio. Seguendo l’esempio del ragazzo, facendo una piccola smorfia ma reggendo il colpo del sapore alcolico tranquillamente. “Anche qui un altro” Si limita a dire, quando il barista serve il ragazzo. Poi quando lui si volta, lei lo segue con lo sguardo, girando il capo di conseguenza, appoggia un braccio sul bancone accomodandosi come può, dato lo scomodo sgabello su cui è seduta. “Hikari Yoshimoto, piacere”. Dice con tono allegro, alla presentazione sarcastica di lui. “Come te le sei procurate tali ferite?” Chiede guardandolo meglio. “Se ne vuoi parlare, ovviamente”. Continua mettendo in conto che il ragazzo potrebbe non volerne parlare. La muta forma si tira indietro i capelli, lasciando la parola al suo interlocutore, sempre più incuriosa.

Yosukekun
[Randagio] 〈Quello che mi ha ridotto così ha avuto un incidente ben peggiore del mio.〉 -esclama secco, mentre lo sguardo si perde nel vuoto per un attimo e il tono di voce si fa leggermente più distante … Ma dura un secondo visto che subito dopo torna a sorridere lievemente in direzione della ragazza -〈… Ma le mie nottatacce solitamente hanno cause variegate … E in generale non mi piace dormire.〉 -cerca di sembrare nuovamente affabile dopo la risposta iniziale, ma il tono di voce gli esce più che altro stanco e frettoloso, mentre l’aggiunta finale sul fatto che non gli piacerebbe dormire come tutte le persone normali … potrebbe essere o meno vera, ma è detta con tono vagamente ironico. Ma vederla bere in quel modo rapido sembra quantomeno strappargli un mezzo ghigno, mentre le labbra si aprono per lasciarsi sfuggire un divertito: 〈Magari puntavo a farti bere rapidamente solo per farti ubriacare … non dovresti fidarti di brutti ceffi incontrati al bar.〉 -breve pausa -〈… Soprattutto quando la gente li chiama Sterminatore dell’umanità.〉 -si fa beffe del proprio soprannome con una certa leggerezza, e nonostante la voce resti vagamente forzata nel reggere una conversazione quando evidentemente la stanchezza inizia a farsi sentire. Ma non pare farsi problemi all’insistere sulle proprie ferite e alla fine guardandola una volta rivolto verso di lei inizia a rispondere :〈Ho combattuto contro un uomo che si è macchiato di gravi colpe … E che un tempo consideravo un amico.〉 -senza problemi, ma vago, scandisce bene ogni parole -〈Lui mi ha fatto un graffietto … Io gli ho fatto molto più male … ma alla fine è scappato.〉 -sintetizza il tutto con una certa indeterminatezza prima di afferrare nuovamente il proprio bicchiere.

Hikari
[Randagio]”Povera me, ubriaca e in balia di un brutto ceffo, come farò a sopravvivere?!” Esclama la ragazza in tono divertito. “Almeno lasciami finire il secondo round prima”. Detto questo manda giù il secondo bicchiere, anche questo abbastanza tranquillamente. Poi continua. “Dormo poco anche io da quando sono in questa città, ma almeno noi donne abbiamo i nostri poteri magici e riusciamo a nascondere le imperfezioni”. Dice riferendosi al trucco, accenna un piccolo sorriso. “Dovresti provarli, senza quelle occhiaie sembreresti un super modello”. Gli fa un occhiolino, continuando sulla linea dello scherzo. “Barista, un altro giro per entrambi, questo lo offro io”. Si rivolge al barista, tira indietro una seconda volta i capelli e torna a parlare a Yosuke. “Permetti?” Dice chiedendo se gli vada bene l’offerta del drink. In seguito riprende il discorso del ragazzo. “Lo sterminatore dell’umanità? E’ un grande peso da portarsi sulle spalle, immagino che sia per questo che oggi il locale è tanto silenzioso”. Intuisce la ragazza. “Perché questo soprannome?” Chiede ancora una volta la ragazza. Tra una frase e l’altra Hikari si ferma a guardare il volto del ragazzo, sicuramente ha visto giorni migliori, ma questo non toglie che sia comunque un bell’uomo. “Questo vecchio amico, anche lui ha un soprannome? O un nome? Come siete finiti a questo?”. Domanda in tono dispiaciuto per via del racconto, ragazzo.

Yosukekun
[Randagio] 〈A dirla tutta … Con me non avresti troppe possibilità manco se tu fossi sobria e io ubriaco.〉 -fa finta di rifletterci su, accarezzandosi distrattamente la parte inferiore del mento -〈… Quindi … Sai che ti dico? Ubriacati pure … Non farebbe differenza.〉 -le concede sventolando la mancina, prima di dedicarsi a sua volta alla nuova ordinazione, anche se per ora si limita ad avvicinarla alla bocca senza ancora bere. Alle parole successive della donna socchiude l’occhio destro e inclina il capo di lato, mentre chiede sarcastico: 〈…Immagino tu non mi abbia visto bene.〉 – si scosta un po’ le bende per rendere visibile quantomeno la cicatrice che gli taglia parte della fronte e della zona prossima al naso -〈… Non ti faccio vedere quella fresca perché dopo mi pesa il culo di rimettermi le bende … Ma va in verticale dalla fronte fino al labbro.〉 -si limita a raccontargliela con indifferenza nel tono, prima di andare a scostarsi parte dei capelli presso l’orecchio sinistro, mostrano il lobo strappato da Deus, o meglio, l’assenza di esso -〈 … Poi ne ho svariate alte sul tronco … Non vedo molti super modelli ridotti così in giro, ma magari te sei più esperta.〉 -le fa un occhiolino di rimando, prima di concedersi un ampio sorso, anche perché a quanto pare la donna vuole offrirgli un altro giro. 〈Intraprendente … Solitamente le donne aspettano sia l’uomo ad offrire un giro …〉 -sbatte due volte le mani tra loro, simulando un applauso e alla fine sollevando il pollicione destro in segno di approvazione all’offerta fatta. Ascolta poi il quesito sul suo soprannome e l’espressione si incupisce vagamente ma dopo qualche attimo risponde, con una domanda : 〈… Allora davvero non sapevi chi sono?〉 – la guarda di sottecchi e sorride lievemente -〈 … Durante il conflitto di Edo il Conte del Millennio … Un classe S che minacciava l’umanità con un esercito di creature mostruose … In caso tu vivessi sotto una roccia fino a qualche giorno fa …〉 -premette, vagamente ironico -〈… Mi ha chiamato così per motivi che sa solo lui … Perchè ho ucciso il suo braccio destro.〉 -vago e assente nello sguardo, non si sofferma troppo sui dettagli, restando con un espressione simile anche al quesito successivo. 〈Basta chiamarlo Traditore, credo gli stia bene.〉 -fa atono prima di sospirare e chiudere gli occhi per alcuni secondi -〈… Semplicemente ognuno di noi ha scelto la propria strada … Qualcuno più stupida di quella dell’altro.〉 -solo quello prima di portare la mancina verso il bicchiere che dovrebbe essere di nuovo pieno.

Hikari
[Randagio]Ancora una volta accompagna il bicchiere alle labbra, sorseggiando il liquore, diversamente da come aveva fatto prima. “Cicatrici e Menomazioni? Nel mio villaggio saresti circondato da donne.. E da uomini”. Afferma la ragazza, spostando giaccone, cappello e sciarpa sullo sgabello vuoto accanto al suo, accavalla le gambe assumendo una posizione più elegante, rimuovendo il braccio posato sul bancone. Gli rivolge un altro sorriso, incalzandolo un’altra volta nei suoi modi giocosi. Poi continua. “Intraprendente? Credo che mi si addica come aggettivo”. Dice come a ringraziarlo. Riprende. “Quindi, premetto che non sapevo minimamente chi tu fossi, ma un criminale ti chiama Lo sterminatore perché gli fai un torto e da quel momento tutti seguono il suo esempio?” Chiede scettica. “Non sembra molto realistico, ma a ognuno il suo..” Continua capendo che il ragazzo sta evitando i dettagli. “Comunque tranquillo, me ne parlerai quando e se vorrai”. Conclude. “I traditori e gli infami sono la piaga dell’umanità, infondo non è così? Non sapevo nulla del mondo finché non sono venuta qui, ma ora mi rendo conto di quante sofferenze e distruzioni siano capitate fuori dal mio villaggio”. Dice come se stesse parlando fra sé e sé. “Mi dispiace tu abbia passato tutto questo, non so se lo meritavi, ma credo che tutti abbiano diritto a una seconda possibilità, un modo per redimersi”.

Yosukekun
[Randagio] Ne ascolta le parole sul villaggio e sorride sornione :〈 … Ah, quindi il mio successo era dovuto alle cicatrici? E io che pensavo dipendesse dall’altezza … O dai capelli biondi … O dall’essere famoso.〉 -viso teatralmente dispiaciuto, fin troppo per essere serio, mentre il capo viene chinato leggermente come a voler mostrare tutto lo scacco di non aver mai capito nulla de gusti di donne e uomini(?). Sull’aggettivo che invece gli ha rivolto Yosuke si limita a sollevare in segno di brindisi il bicchiere riempito per sua gentile concessione come risposta al suo averlo apprezzato. Quando invece l’altra fa quell’osservazione sul suo soprannome … Si lascia sfuggire una breve risata e qualche cenno affermativo con il capo. 〈Ho sempre pensato la stessa cosa … Un pezzo di merda con palesi ragioni per disprezzarmi inizia a chiamarmi Sterminatore e la gente lo accetta come fosse un cazzo di verso del vangelo.〉 – sogghigna a mezza bocca -〈… Ma sai .. Mi va bene così … é un soprannome che incute timore e insieme all’altezza, i modi di pormi … Le cicatrici che nel tuo villaggio mi renderebbero ultra scopabile …〉 -fa quell’ultima aggiunta all’elenco, non senza ironia -〈… Nella mia linea di lavoro può risultare piuttosto utile, ecco.〉 – le confida stringendosi nelle spalle, prima di concedersi un sorso di liquore per bagnarsi le labbra. – 〈Amen.〉 -esclama invece alla filippica contro i traditori e gli infami, prima di finire il suo drink e sollevare l’indice verso il barista -〈Un altro, questa volta sul mio conto.〉 -pareggia le cose in quel modo, senza nemmeno informarsi se la ragazza voglia ancora bere. Le parole successive però lo fanno zittire per qualche attimo. Gli occhi neri la fissano in volto per qualche secondo, ma alla fine sospira e inclina il capo di lato -〈Non so se me lo meritavo o meno … Ma credo fosse semplicemente il mio destino.〉 -solleva le spalle -〈Ho avuto in sorte quello che mi spettava, ho sofferto e fatto soffrire … Ma alla fine sono ancora in piedi, ho ancora modo di dare il mio contributo all’umanità … Che nonostante il mio epiteto sembra non passarsela troppo male.〉 -scherzoso alla fine, va distogliendo leggermente lo sguardo in direzione del barista, probabilmente per verificare a che punto sia con la sua ordinazione.

Hikari
[Randagio]”Hey dico solo che qualche ochetta tra le mie cugine di secondo e terzo grado, quindi la maggior parte delle ragazzette del villaggio, sicuramente ti salterebbero addosso in gruppo senza porsi troppi problemi”. Dice ridendo. “Per fortuna sono una Donna seria io”. Conclude finendo il suo bicchiere. Bicchiere che viene riempito poco dopo, le parole del ragazzo al barista. “Sicuramente la gente ha paura di ciò che non capisce. Hanno ideali che credono giusti, ma non si rendono conto che sono tutte stronzate. Non fraintendermi, credo che ci sia buono e sbagliato”. Si ferma per bere prima di continuare. “Ma credo altrettanto che ciò che è giusto a volte è altrettanto ingiusto”. Cerca poi di spiegarsi meglio. “Nel mio caso, per esempio, non ho mai desiderato altro che uccidere chi mi ha portato via mio fratello, sono venuta qui per questo, lui era a York Shin quando è stato rapito e ucciso da alcuni mafiosi”. Hikari si ferma per ponderare le sue parole, beve ancora e si risistema la gonna stropicciata. Poi riprende. “Almeno per quanto ne so, potrebbe anche essere stato venduto come schiavo.. Comunque non so nemmeno se sia giusto ripagarli con la stessa moneta, so solo che voglio ucciderli”. Conclude. “Quello che voglio dire, è che non importa ciò che la gente pensa di te. Sei cattivo? Sei buono? Che cazzo importa?! Uno deve essere fedele a se stesso niente di più.” Dice infine, sperando che il suo discorso abbia senso e che l’alcool non le abbia iniziato a dare alla testa.

Yosukekun
[Randagio] Se le ride a bocca serrata quando Hikari fa quella precisazione sul suo fascino attira cugine(??), ma non commenta oltre limitandosi a dargliela vinta su quell’argomento. Ascolta poi, con un certo interesse negli occhi, il discorso successivo inizialmente imperniato dapprima genericamente sulla morale … E poi su qualcosa di ben più personale. L’hunter in quel momento socchiude l’occhio destro, solo dopo aver finito di bere il suo bicchiere in un solo sorso, prende a fissarla negli occhi. 〈… Sai … Credo di conoscere quella sensazione.〉 – ghigna nel dirlo, prendendosi qualche secondo di pausa -〈… Nemesi. Era una divinità antica, dea sia della Giustizia che della Vendetta.〉 -afferma mostrando forse che oltre a saper bere e sembrare minaccioso (?) ha anche un minimo di cultura -〈Le persone tendono ad avere un’idea fin troppo edulcorata della giustizia … Dovuta al nostro attuale sistema politico, alla nostra cultura … Tendiamo a vedere in essa un sinonimo di bene comune, di trattamento equo …. Ma la Giustizia è qualcosa di diverso.〉 – lo sguardo si svuota e le labbra si schiudono per un attimo -〈Se dovessi associare un colore alla giustizia, quale assoceresti?〉 -domanda improvvisamente , prima di aggiungere come postulato -〈… Probabilmente la maggior parte delle persone gli assocerebbero il Bianco, perché la avvicinano automaticamente al bene … Ma la verità è che la Giustizia è qualcosa di diverso, qualcosa di decisamente più Oscuro.〉 -esplica flemmatico ed evidentemente interessato a quel discorso -〈La giustizia non è altro che retribuzione … Dare ad ognuno ciò che merita.〉 -allarga leggermente le braccia -〈… Se qualcuno ha preso una vita … Magari più vite … è solo giusto desiderarne la morte.〉 – gesticola, mentre il tono resta comunque controllato -〈Ancora di più quando la vita che ha tolto appartiene a qualcuno a cui teniamo … Quindi Hikari …〉 -prova a poggiarle una mano sulla spalla -〈Non c’è nulla di male nel desiderio che provi … Ma sappi che pure se li trovassi e li uccidessi … Non ti basterà comunque.〉 -distoglie lo sguardo -〈… Quando ci viene portato via qualcosa che ci è caro è come se ci venisse strappato un pezzo di noi … E alla fine si passa l’intera vita cercando di colmarlo … Per poi scoprire che in realtà non importa quello che fai, non puoi mai riuscirsi.〉 – china lo sguardo per un attimo e alla fine sospira e si stringe nelle spalle -〈… Ma comunque …〉 -fa, alleggerendo nuovamente il tono -〈… Se dovesse servire qualcuno con un po’ di collegamenti … 〉 -prende il portafogli dalla tasca e va ad estrarne un biglietto da visita, gli appoggia sul bancone -〈Puoi contare su di me.〉 -socchiude l’occhio destro -〈Se magari mi riferisci nome e cognome potrei provare a cercare in giro se è mai stato trovato morto … Se è entrato nella rete degli schiavisti potrebbe essere un po’ meno semplice … Ma vedrò che posso fare.〉 -sembra offrirle quell’aiuto con leggerezza, quasi non fosse un’estranea qualsiasi appena incontrata.

Hikari
[Randagio]La ragazza si sente confortata dal sapere che ovviamente qualcuno capisce come si sente. “So che non colmerò il vuoto che sento dentro, lui era il mio gemello dopotutto, ma sapere che almeno una piccola parte di quei mafiosi figli di puttana è morta, mi basterebbe”. Dice finendo il suo ultimo bicchiere della serata. Quando Yosuke gli chiede il nome di suo fratello glielo riferisce. “Aki Yoshimoto”. Poi prende il bigliettino che il ragazzo mette sul bancone, leggendolo prima di riporlo nella borsa. “Grazie, se dovessi sapere qualcosa, fammi sapere, prendi, tieni il mio”. Gli passa anche lei il suo biglietto da visita. “Sai quando sono arrivata in città, mi ero promessa di mantenere la cosa segreta, ma a quanto pare per farlo dovrei smetterla di bere con sconosciuti al bar”. Dice in tono divertito. “E scusa se ti ho depresso più di quanto lo fossi prima”. Conclude, poi osserva l’orario dall’orologio a muro del locale. “E’ ora che io vada, domani lavoro, è stato un piacere Signor Yosuke, spero di rivederti presto, magari senza bende la prossima volta”. Finita la frase Hikari si alza dondolando leggermente, si copre con gli abiti lasciati sullo sgabello, si sistema un’ultima volta i capelli e ruota la sciarpa attorno al collo. Porge la mano al ragazzo in segno di saluto se lui vorrà stringergliela. “Arrivederci”. Gli fa un ultimo occhiolino e poi va per la sua strada, uscendo dal locale nella notte gelida, diretta verso casa. [Chiusura]

Yosukekun
[Randagio] Non commenta le parole della ragazza ma ne prende il biglietto di visita inserendolo nel portafogli. 〈La Mafia è il tipo di nemico con cui non puoi combattere da sola … Probabilmente non potrei farlo nemmeno io.〉 -si usa come metro di paragone probabilmente mettendosi al di sopra della ragazza come “minaccia” per loro … Ma pare che sia comunque consapevole che essa non sia il tipo di organizzazione che puoi affrontare a viso aperto. 〈Ti insegno un’altra cosa … A York Shin la mafia ho orecchie ovunque … Anche in questo locale.〉 -esclama atono prima di sospirare -〈…Cerca di fare attenzione a dire certe cose in giro … Non che probabilmente temano una persona come tante che parla di oro in quel modo … Ma non si sa mai con chi hai a che fare.〉 -le consiglia senza particolari inflessioni nella voce, ma quando dice di averlo depresso … Yosuke emette un verso divertito. 〈Ho raggiunto da anni un livello di depressione che … Diciamo non puoi aumentare con una semplice chiacchierata … Ti servirà più impegno di così.〉 – la informa vagamente ironica, prima di fare cenno al barista di versargli ancora da bere e quando parla delle sue bende il ragazzo sospira -〈… Probabilmente mi vedrai semplicemente con una cicatrice in più.〉 – pare volerlo dire come a rassicurarla, prima di osservarla alzarsi e congedarsi. 〈Buona notte.〉 -esclama sollevano il liquore a mezz’aria prima di portarselo alla bocca. All’uscita dell’altra si limiterà a bere per qualche altro momento prima di andarsene per la propria strada [fine]

[Giocata in libera fra me e il giocatore, interpretante Yosuke (quattro mani).]